La ballata dell’usignolo e del serpente – Il prequel di Hunger Games è la conferma del successo dalla saga di Suzanne Collins

24 Novembre 2023

Hunger Games – La ballata dell’usignolo e del serpente, qui la recensione, è fin dalle prime scene l’esempio di come si fa una trasposizione fedele al romanzo da cui è tratto. Questo film è diretto ancora una volta da Francis Lawrence, che si è occupato della regia anche dei capitoli precedenti tranne per il primo Hunger Games, uscito nel 2012 e portato sul grande schermo da Gary Ross. Come tutte le precedenti trasposizioni, anche questa è tratta da un libro omonimo di Suzanne Collins e ancora una volta mostra perché la sua saga Young Adult con ambientazione distopica post-apocalittica è la migliore di tutte.

Ci hanno provato altre poi, che dal punto di vista della loro versione cartacea hanno avuto successo soprattutto tra i loro lettori più giovani, che però non si è replicato al cinema. Gli esempi più celebri, ormai caduti nel dimenticatoio, sono The Divergent Series, arrivata allo stallo con un ultimo film annunciato e mai realizzato, la trilogia di The Maze Runner e The Giver – Il mondo di Jonas che in Italia è passato del tutto inosservato anche se nel cast spiccava il nome del Premio Oscar Meryl Streep.

Hollywood comunque ci ha tentato e ritentato con altre trasposizioni cinematografiche, o anche seriali in questi ultimi anni con l’esplosione delle piattaforme in streaming, per il pubblico Giovane Adulto sempre più esigente, ma nessuna di queste emanava lo spirito rivoluzionario che ci ha mostrato Katniss Everdeen. La saga madre di Hunger Games però non possedeva solo la Ghiandaia Imitatrice ma anche altri molti personaggi e tra cui già spiccava il Presidente Coriolanus Snow. Come ci ha insegnato Star Wars e la Disney con le pellicole di Maleficent e poi Crudelia, l’autrice ha deciso di dare la sua Villian Origin Story al dittatore di Panem. Il rischio era alto, perchè quando un autore torna a mettere mano a una saga dopo molto tempo il rischio di fallire è dietro l’angolo, ma Collins ha mostrato, con la sua scrittura impeccabile, che l’idea era ottima. Infatti il romanzo Hunger Games – La ballata dell’usignolo e del serpente è stato subito un successo editoriale e prima ancora della pubblicazione, nel 2020 in piena Pandemia, si è aggidicato la trasposizione in sala ora al cinema.

Il quinto titolo di Hunger Games nel primo fine settimana d’uscita in tutto il mondo ha incassato cento milioni di dollari coprendo così già i costi di produzione. Questo prequel è un’estensione naturale della saga madre, bilanciando sport sanguinari, amori giovanili ed elevati commenti politici che rispetta l’intelligenza del pubblico come solo l’autrice americana sa fare. Il suo messaggio non riguarda tanto la resistenza al fascismo, il governo di Panem è decisamente un regime totalitario, ma quanto al riconoscimento di come i sistemi utilizzino l’intrattenimento per distrarre e manipolare le masse. 

The Hunger Games: The Ballad of Songbirds and Snakes. Photo Credit: Courtesy of Lionsgate

Il film come il libro è diviso in tre parti. La prima intitolata “il mentore” è focalizzata su il giovane Coryo, come lo chiama la cugina Tigris, in cui si presenta come lo studente modello presso l’Accademia di Capitol City e gli viene affidato, essendo mentore per Decimi Hunger Games, il tributo femmina del Distretto 12 Lucy Gray Baird. La seconda parte “ Il Premio” mostra il prima e il mentre nell’Arena e l’intesa che nasce tra il protagonista e la ragazza tributo. Il terzo e ultimo è quello con il titolo “Il pacificatore” che svela che Snow alla fine, dopo aver imbrogliato per far vincere Lucy Gray, viene mandato a fare il soldato semplice e su sua scelta si fa mandare al 12, anche per rivedere la decima vincitrice dagli inizi dei Giochi. Per concludere questo prequel si rivela fin dalla prima scena, con un flashback dei Giorni Bui, è il capitolo più crudo, violento e disturbante della saga. Il regista è molto bravo a dosare con montaggi in cui si mostrano le morti dei giovani tributi o dei ribelli impiccati ma sempre senza cadere nello splatter e lo spargimento di sangue tagliando nel momento giusto e puntando sullo sguardo di chi osserva le varie uccisioni.

Hunger Games – la ballata dell’usignolo e del serpente forse, e si spera anche in nuovi libri, aprirà la strada ad un nuovo filone della storia che, se confermerà quanto visto in questa ottima trasposizione, saprà regalare altre soddisfazioni ai suoi fans più fedeli.

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