Io che amo solo te: una luce coraggiosa pur nella disperazione

24 Novembre 2023

di Emiliano Metalli

Io che amo solo te non è solo il titolo della magnifica canzone di Sergio Endrigo nota a tutti, ma lo è anche del delicato spettacolo ideato da Alessandro Di Marco e Lucilla Lupaioli, attualmente in scena al Teatro Cometa Off dove resta in cartellone fino al 26 novembre.

Un testo costruito intorno a un tema attuale e complesso: il riconoscimento della propria identità nella fase dell’adolescenza. È la scelta di un simile argomento a renderlo così necessario nel panorama teatrale (leggete: culturale e sociale!) attuale, oltre all’apprezzamento del pubblico, come dimostrato dai sold out nell’arco delle sue numerose repliche.

Nonostante le molte libertà guadagnate faticosamente nei decenni, resta ancora aperto il rischio, in alcuni momenti dell’esistenza, di non trovare la forza, l’esperienza o la fortuna necessarie a superare quel singolo episodio, in cui l’esclusione, la violenza, il rifiuto vincono su tutto il resto.

La denuncia di una barriera di incomprensione sociale tesa all’isolamento di chi non si riconosce nelle regole di una massa indefinita, in questi casi machista e omofoba, non è il solo aspetto vincente del testo.

Il linguaggio asciutto, sincero e immediato, la presenza di situazioni e atteggiamenti genuinamente giovanili, la capacità di sintesi e la dinamica giustapposizione di stati d’animo, la sospensione del tempo e la costante illusione della solitudine dei protagonisti, pur immersi nella società: questi sono, probabilmente, gli elementi fondamentali che, dal testo, passano all’idea registica, curata dallo stesso Di Marco, e si trasferiscono nelle azioni dei protagonisti.

Nico e Vale sono due ragazzi come tanti. Verrebbe da dire: come tutti. Ognuno può leggere in essi brandelli della propria realtà contemporanea o ricordi di anni lontani e sentimenti sopiti. Rispecchiano la purezza acerba e ruvida di una certa fase della vita. In questa fase scoprono loro stessi per mezzo dell’altro, o meglio dell’amore verso l’altro. Per questo sentimento sincero, reso con onestà e senza alcuna forzatura, il pubblico empatizza, piange o ride insieme a loro. A tratti si infuria. La cornice del pentimento tardivo rende più violento l’avvenimento conclusivo, rapido e inaspettato, che lascia sconvolti e attoniti.

Nico e Vale sono, rispettivamente, Riccardo D’Alessandro (e Alessandro di Marco nella sua versione adulta del personaggio) e Andrea Lintozzi. Possiedono doti artistiche ad hoc per i due giovani: uno più incline alla battuta, giocata sul versante della risata inconsapevole e un po’ sciocca dell’adolescente immaturo e, a tratti, violento e codardo; l’altro più ombroso, ruvido e silenzioso, che pure spalanca dei sorrisi malinconici nei momenti più inaspettati, metafora di una luce coraggiosa pur nella disperazione.

Entrambi, tuttavia, non restano vittime di cliché attoriali, ma partono dal dato reale – il calcio, ad esempio, che si traduce in una fisicità tradizionalmente virile – per disegnare il profilo di due adolescenti comuni, senza alcun tratto che possa far presupporre la reciproca attrazione.

Riescono, così, a rendere la vicenda emotiva con evidente fluidità grazie a un naturale talento, arricchito da un percorso formativo che ne ha esaltato i peculiari pregi. Entrambi accolgono con spontaneità le scene più intime, senza mai trasformarle in qualcosa di altro che non sia incontro di corpi e anime. Mescolano gesti quotidiani ad attimi iconici di tenerezza, statici e sognanti, regalando al pubblico un senso di sospensione, la limitatezza di una stagione che nasconde fragilità inimmaginabili.

Una vicenda esemplare che svolge inoltre una funzione civile, come solo il teatro sa fare.

Teatro Cometa Off

IO CHE AMO SOLO TE

di Alessandro Di Marco e Lucilla Lupaioli

con Riccardo D’Alessandro, Andrea Lintozzi e con Alessandro Di Marco

Scene e Costumi : Nicola Civinini – Aiuto Regia : Guido Del Vento – Luci e Fonica : Sirio Lupaioli

Foto di Scena : Marcella Sistola e Simona Casadei

Regia di Alessandro Di Marco

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