“Chilometro 42” e la forza di Kathrine Switzer

6 Aprile 2024

Kathrine Virginia Switzer, la prima donna ad aver corso una maratona nel 1967. Grazie al suo gesto ha fatto sì che le cose iniziassero a cambiare. Ed è proprio sulla sua storia che si basa Chilometro 42, pièce scritta da Giovanni Bonacci, in collaborazione con Progetto Superficie di Matteo Santilli, e diretta e interpretata da Angela Ciaburri.

Lo spettacolo affronta la vita di Kathrine Switzer a tappe: si parte da quando è una ragazzina e gioca con il fratello, per arrivare poi agli anni dell’adolescenza e del liceo – anni delicati in cui per la prima volta si accorge di essere diversa e di non avere gli stessi interessi delle altre e proprio per questo inizia a correre – e infine si giunge agli anni dell’università quando finalmente la ragazza trova qualcuno che la allena per riuscire a partecipare alla maratona di Boston.

Uno spazio spoglio, solo una panchina e in un angolino a sinistra gli strumenti per il musicista che si occuperà dei suoni e della colonna sonora dello spettacolo. Angela Ciaburri è narratrice e al contempo protagonista in questa storia di emancipazione. Chilometro 42 ha un ritmo che non si perde mai per tutta la sua durata, ha quasi un’impostazione cinematografica che aiuta a non far calare l’attenzione del pubblico.

La musica dal vivo di Munendo permette una maggiore compenetrazione in quello che si sta guardando, sembra tutto più vicino allo spettatore, più reale, supera il semplice racconto della vita di una donna che ha cambiato il corso delle cose.

Angela Ciaburri è però il pilastro dello spettacolo e ciò per la sua bravura, non solo nell’interpretare Kathrine Switzer, ma anche nel portare avanti il ruolo di narratore della storia in maniera divertente e coinvolgente, senza renderlo superfluo e di troppo.

Chilometro 42, in maniera leggera, divertente e a tratti anche emozionate, racconta una storia di rivalsa, di emancipazione, di lotta per essere se stessi e per fare quello che si ama, indipendentemente da quello che dice la gente, anche se a crederci siamo solo noi. È il racconto di una donna che ha avuto il coraggio di mettersi in gioco e combattere tutte le regole costituite per sentirsi finalmente completa.

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