The Beekeeper: mai sottovalutare un apicoltore

18 Gennaio 2024

Se volete vedere un action movie che vi faccia spegnere il cervello per quasi due ore allora potete dare un’occhiata a The Beekeeper, uscito nelle sale italiane l’11 gennaio. Cercate però di non paragonarlo a John Wick perché la saga con Keanu Reeves ha rivoluzionato l’action movie, mentre il più politico The Beekeeper non è nulla di rivoluzionario pur divertendo dall’inizio alla fine.

A dirigere il film è David Ayer, noto per aver scritto Training Day (2002) e per essere stato il regista di Fury (2014) e Suicide Squad (2016), invece il cast è composto da: Jason Statham, Josh Hutcherson, Jeremy Irons, Emmy Raver-Lampman, Enzo Cilenti, Taylor James, Minnie Driver, Phylicia Rashād, Jemma Redgrave, Don Gilet e David Witts.

Quando l’anziana signora Eloise Parker (Phylicia Rashād) si suicida dopo essere rimasta vittima di una truffa informatica proveniente da una società di scammer che, con la scusa di risolvere un problema sul suo computer prosciuga tutti i suoi risparmi, l’apicoltore Adam Clay (Jason Statham) decide di vendicarla. I truffatori non avranno vita facile dato che Adam faceva parte dei Beekeepers, un’unità di agenti che correggono le anomalie e i pericoli presenti all’interno della società americana, lavorando in totale autonomia e seguendo solo il proprio giudizio.

“The Beekeeper”: una scena del film

Pur seguendo gli archetipi di questo genere (la vendetta personale per dirne una), The Beekeeper ha dal canto sua una metafora alveare che calza a pennello. Beekeepers si traduce come apicoltori e come tali proteggono l’alveare, ossia, in questo caso, il sistema socio-politico mondiale. Eloise, infatti, è stata ingannata da una società che è solo la punta di un iceberg ben più ampio che coinvolge i più alti globi della politica e dell’economia americane.

Le poche parole dette da Adam Clay riguardano proprio l’importanza dell’alveare, al punto addirittura da risultare anche troppo didascalico, ma l’ecosistema vive di impollinazione e senza api non ci sarebbe l’agricoltura; quindi, è necessario che lo capiscano anche chi è ai vertici della società. Le scene action sono efficaci e il ritmo è quello giusto, ma è soprattutto Jason Statham a venir fuori, ormai sempre più nome di punta dei film ad alto tasso d’intrattenimento.

Pur avendo l’elemento politico al suo interno, The Beekeeper riesce a non farsi prendere troppo sul serio sia nei momenti più violenti che nella sceneggiatura (qualcuno dirà ad Adam “Ma chi c…o sei? Winnie The Pooh?). Nonostante il finale prevedibile siamo curiosi di rivedere in futuro il nostro apicoltore in azione perché è probabile che anche questo film sia solo la punta di un iceberg.

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Jacky Debach

Isac Jacky Debach nasce a Roma il 30 gennaio 1994. Ha conseguito la laurea triennale in Comunicazione pubblica e d'impresa presso La Sapienza, la laurea magistrale in Cinema, televisione e produzione multimediale presso l'Università degli Studi Roma Tre (DAMS) e il diploma di Master in Critica giornalistica presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico". Ha lavorato come redattore per Cosanepensate.it, come account commerciale per la ME Production SRL e ha collaborato con Madmass.it, Metropolitan Magazine.it e Recensito. Attualmente gestisce la pagina social Cinefusi.it e lavora come social media manager. Amante del cinema, della musica, della serialità televisiva e del calcio.

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