La libertà delle donne è ancora un tema molto scottante all’interno della società, soprattutto in determinati paesi. Siamo nel 2024 e le cose, invece che evolversi, sembra stiano tornando indietro nel tempo a quando le donne avevano zero libertà e diritti. In posti come l’Iran, nella stragrande maggioranza dei casi, la donna non è considerata se non come moglie e madre, l’imposizione di indossare il velo le rende invisibili e c’è chi lotta contro tutto ciò nella speranza che le cose possano cambiare.
Il cinema da sempre dà voce a chi subisce queste ingiustizie, accendendo il riflettore su temi che chi di dovere non vuole affrontare. Nell’ultimo periodo i film The Substance e Anora hanno affrontato la complessità dell’essere donna, la percezione che hanno gli altri di essa e tutto quello subiscono. A questi si aggiunge Leggere Lolita a Teheran – tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Azar Nafisi (edito in Italia da Adelphi), diretto da Eran Riklis e scritto da Marjorie David – in uscita il 21 novembre nelle sale italiane dopo la presentazione, nella sezione progressive cinema, alla diciannovesima edizione della Festa del Cinema di Roma (ha vinto il Premio del Pubblico FS e il Premio Speciale della Giuria al cast femminile).

Leggere Lolita a Teheran racconta la storia di Azar Nafisi, professoressa di letteratura inglese che, alla fine degli anni ’70, dopo aver vissuto un periodo negli Stati Uniti, decide di ritornare nel suo paese d’origine, l’Iran, per insegnare all’università di Teheran. Il suo programma consiste nello studio di autori e opere che non sono apprezzate nel paese perché contrastano con gli ideali del regime. Il suo insegnamento scatenerà numerose polemiche, tranne che per un gruppetto di ragazze che troveranno nella professoressa una figura indipendente e fondamentale per loro. Finché Azar Nafisi non decide di abbandonare l’insegnamento per via delle imposizioni del governo e solo più avanti negli anni avrà modo di rivedere le sue studentesse, creando un circolo letterario dove poter leggere e commentare tutti quei romanzi che erano stati censurati dal governo.
Leggere Lolita a Teheran è una storia che ha più di 20 anni e rimane comunque tristemente attuale. Diviso in varie parti – ogni segmento affronta un autore e autrice diversa – il film racconta diversi momenti della vita di Azar Nafisi nell’Iran degli anni ’80 e ’90, in cui il governo imponeva restrizioni sempre più pesanti per le donne e per la società. È una storia di forza, di libertà, d’amore e di ribellione.
Non l’amore romantico, ma amore per se stesse, la capacità di imparare ad amarsi tanto da capire che una vita priva della libertà non può essere vissuta. Il film mostra la lotta per essere e comportarsi come si vuole, per non sottostare al volere di qualcun altro. Ma soprattutto si concentra sulla forza necessaria per slegarsi da quella visione unica di moglie/madre in cui sono rinchiuse, per scappare, nonostante il non voler abbandonare la terra che le ha cresciute e che amano, alla ricerca di una vita diversa e una dignità che è stata strappata loro.
Un gruppo di donne che trova nella letteratura inglese non solo un posto sicuro ma anche il collante tra di loro. I romanzi e la condizione di donne private della loro libertà, ma volenterose di essere altro, le unisce in una maniera profonda e unica.
Un cast incredibile di attrici di estrema bravura capaci, con un solo sguardo, di raccontare tutto quello che stanno vivendo intimamente. Golshifteh Farahani interpreta Azar Nafisi in modo strepitoso, le sue emozioni arrivano allo spettatore con una forza tale da lasciare senza fiato.
Per tutta la durata del film ci si sente in trappola, si ha una sensazione di claustrofobia c’è bisogno di scappare, di fare qualcosa per quelle donne, si sente la necessità di scatenare la propria rabbia e frustrazione verso qualcosa.
Leggere Lolita a Tehran è un film che rimane impresso, non è per nulla leggero ma è necessario. Ti svuota da ogni tua emozione per riempirti di quelle delle ragazze in Iran che sono costrette a non vivere solo perché è stato deciso così da qualcun altro. Ti riempie di rabbia, tristezza e impotenza. La voglia è quella di urlare a tutte quelle donne di scappare il più lontano possibile, ma è facile a dirsi non certo a farsi.
Leggere Lolita a Teheran è un film che porta rispetto al libro da cui è tratto e funziona per le emozioni che riesce a trasmettere e per il ritmo serrato delle vicende che trascinano lo spettatore in un altro luogo, a vivere un’esperienza al di fuori della propria zona di comfort e sicurezza. Un viaggio necessario per educare, nella speranza che prima o poi le cose cambino.
Nel cast anche Zar Amir, Mina Kavani, Bahar Beihaghi, Isabella Nefar, Raha Rahbari, Lara Wolf, Arash Marandi, Shahbaz Noshir, Catayoune Ahmadi, Reza Diako, Ash Goldeh, Sina Parvaneh e Rita Jahan-Foruz.
Il film è prodotto da Minerva Pictures, Rosamont, Rai Cinema e in co-produzione con United King Films, Topia Communication Production, Eran Riklis Production e distribuito da Minerva Pictures.
