È uscito al cinema il 17 aprile Drop, il nuovo thriller targato Blumhouse diretto da Christopher B. Landon (Auguri per la tua morte, Freaky) e scritto da Jillian Jacobs e Chris Roach, con Meghann Fahy (The White Lotus, Il bambino di cristallo) e Brandon Sklenar (It ends with us)
Violet (Meghann Fahy) è una psicologa con un figlio e combatte i danni psicologici causati dagli abusi del defunto marito. Non frequenta un uomo da molto tempo e per questo decide di andare a un appuntamento con Henry (Brandon Sklenar) un ragazzo conosciuto su un’app di incontri, lasciando il figlio a casa con la sorella Jen (Violette Beane). I due si vedono in un ristorante di lusso, ma quello che sembra essere un incontro piacevole diventerà terribile quando Violet comincia a ricevere su un’app chiamata Digidrop dei messaggi anonimi inquietanti, che la obbligheranno a eseguire quanto le viene richiesto se vuole salvare il figlio e la sorella.

Christopher B. Landon torna al cinema in veste di regista dopo Freaky con un thriller piacevole, che possiede la giusta dose di tensione e un ritmo serrato. Se l’idea di base negli ultimi anni è stata affrontata in vari modi, lo sviluppo risulta originale grazie anche all’unione di personaggi e regia. Tra rallenty e inquadrature claustrofobiche e adrenaliniche, il regista dà vita a una storia tutto sommato completa che non annoia e, anche se cade in alcuni clichè del genere, non risulta ridicola. Degna di lode l’attenzione nella costruzione dei personaggi che hanno un loro arco narrativo soddisfacente e sensato in relazione al racconto.
Drop non è il film dell’anno, ma è comunque un ottimo prodotto nella categoria di film realizzati per svagarsi dalla vita reale senza troppe pretese. Il film perfetto con il quale spegnere il cervello e lasciarsi andare a una sana dose di lineare e prevedibile suspense.
Nel cast del film – prodotto da Blumhouse Productions, Platinum Dunes e Wild Atlantic Pictures e distribuito da Universal Pictures – anche Gabrielle Ryan, Reed Diamond, Jacob Robinson, Ed Weeks, Jeffery Self e Travis Nelson.
