Dopo 30 anni dal primo film è arrivato al cinema il nuovo capitolo di una delle saghe horror più amate di sempre. Stiamo parlando di Scream 7, uscito il 25 febbraio, diretto da Kevin Williamson (Scream, So cosa hai fatto, Dawson Creek, The Vampire Diaries), che ha firmato la sceneggiatura insieme a Guy Busick (Finché morte non ci separi). Il film segna il ritorno di Neve Campbell nei panni di Sidney Prescott (Scream).

Ghostface è tornato a colpire, ma questa volta nella cittadina dove Sidney si è trasferita per costruirsi una vita dopo gli orrori che ha subito. In un primo momento la donna cercherà di restare fuori dalla vicenda, finché la figlia Tatum (Isabel May, Yellowstone) non diventa il bersaglio del killer. Così, Sydney dovrà imbracciare nuovamente le armi e scovare l’assassino per scrivere la parola fine a questa storia.
Con Scream 7 Kevin Williamson porta in sala un racconto dal sapore nostalgico. Il ritorno di Neve Campbell e Courtney Cox (Friends, Scream) conduce lo spettatore indietro nel tempo, alle origini di una delle saghe che ha segnato il genere horror e la cultura pop. Ma se i primi film avevano dalla loro l’effetto novità, questo settimo capitolo risente del peso di una lunga serie che poteva dirsi conclusa già con il lungometraggio del 2023, se non prima.
Nonostante questo, il film intrattiene: il ritmo è veloce e coinvolgente, i jumpscare fanno il loro lavoro e alcune inquadrature riescono a trasmettere il terrore vissuto dai personaggi. Tuttavia, la rivelazione dei due Ghostface – la storia insegna che lavorano sempre in coppia – e le motivazioni dietro le loro azioni lasciano indifferenti e risultano poco incisive rispetto ai precedenti carnefici.
Scream 7 è sicuramente un capitolo più violento, ma anche emotivo. Non mancano momenti di sorpresa, ansia e divertimento. L’elemento più riuscito e interessante si riconferma essere la capacità di mantenere costante quel senso di sospetto per ogni personaggio che compare sullo schermo: non ci si può fidare di nessuno, chiunque potrebbe nascondersi sotto la maschera. È questo meccanismo che permette allo spettatore di entrare in sintonia con i protagonisti che da trent’anni popolano questo universo.
Il film è piacevole e funziona, anche se non regge il confronto con i precedenti e si affida in gran parte alla nostalgia. L’essere umano tende sempre a tornare a ciò che ha amato. Ma sorgono spontanee delle domande: quanto sono efficaci questi sequel? Servono davvero a mantenere vivo il ricordo o non fanno altro che danneggiare l’opera originale?
Per quanto vorremmo che le cose che amiamo fossero eterne, non sempre è la soluzione migliore. Bisognerebbe imparare a lasciar andare ciò a cui siamo affezionati e capire che si può avere successo anche senza tornare sempre sulla stessa storia.
Nel cast del film – prodotto da Paramount Pictures, Spyglass Media Group e Project X Entertainment – anche Jasmin Savoy Brown, Mason Gooding, Anna Camp, Joel McHale, Mckenna Grace, Michelle Randolph, Jimmy Tatro, Asa Germann, Celeste O’Connor, Sam Rechner, Ethan Embry, Tim Simons e Mark Consuelos.

