Nella serata di Sanremo in cui i duetti sono stati i protagonisti, anche noi di Banquo abbiamo deciso di fare un pezzo in collaborazione… meglio dire “a quattro mani”. Due persone diverse, due gusti musicali diversi e due punti di vista differenti: possiamo definirci così io e la mia collega Sara, scegliendo di scrivere questo pezzo a quattro mani e darvi il nostro punto di vista sulla quarta serata del Festival di Sanremo, da sempre dedicata alle cover.
Facciamo un recap: si sono esibiti i trenta cantanti in gara, accompagnati da altri artisti o persone dello spettacolo, eseguendo brani non propri. Insieme ai padroni di casa Carlo Conti e Laura Pausini, ci sono stati Alessandro Siani e Bianca Balti; per gli ospiti Max Pezzali dalla Costa Toscana e il professore Vincenzo Schettini con un breve monologo sulle dipendenze dei giovani e l’importanza del dialogo con loro. In omaggio alle cover, la serata si apre con la bella esibizione di Laura Pausini che esegue alcuni dei brani contenuti in Io Canto (2006); mentre, durante la serata, viene assegnato il Premio alla Carriera alla talent scout e discografica Caterina Caselli. Importante anche sottolineare come solo alla quarta sera di festival sia stato utilizzata la declinazione femminile per presentare la direttrice d’orchestra di Ditonellapiaga e Tony Pitony: facciamo diventare consuetudine quest’utilizzo.
La serata si è conclusa con la meritatissima vittoria del binomio Ditonellapiaga e Tony Pitony e la loro eclettica The Lady Is A Tramp strutturata a mo’ di musical; seguono nella classifica Sayf insieme a Alex Britti e Mario Biondi e Arisa con il coro del Teatro Regio di Parma.
A livello di conduzione, in queste due giornate i tempi si sono allungati molto di più con continui stacchi pubblicitari e momenti poco coinvolgenti; privi di ironia i momenti comici di Alessandro Siani, Bianca Balti sicuramente più presente della collega Irina Shayk la sera precedente (si è mostrata 3 volte sul palco) ma reclusa sempre nel ruolo di mannequin. Da un punto di vista performativo, un po’ come tutto il festival, anche per questa serata sono state poche le esibizioni che hanno davvero colpito nel segno, lasciando la maggior parte delle performance nella mediocrità. Ciononostante, durante questa serata, la gara prende una pausa trasformando il palco del Teatro Ariston in un momento di spettacolo e divertimento.
Di seguito i nostri commenti sui brani e le pagelle.

(foto da profilo Instagram di Sanremo)
Elettra Lamborghini con le Las Ketchup: Aserejé
Roberta: Perché la Lamborghini, come Baby K, deve sempre annunciarsi all’inizio dei suoi brani? Ah si, giusto! Per cambiare stazione e non ascoltarla. Ma stasera ci tocca. E ci tocca anche fare il balletto di “Aserejé” perché, dopo un’estate a ballarlo, inizia in automatico. Ma oltretutto… che fine hanno fatto le Las Ketchup? E comunque l’estrema esuberanza della Lamborghini non mi va giù.
Voto: 5 nostalgico
Sara: Quota villaggio turistico della serata cover di questo Sanremo. Ricordi di chi in quel 2002 ballava questa canzone ovunque e comunque. Momento simpatico, ma niente più.
Voto 5
Eddie Brock con Fabrizio Moro: Portami via
Roberta: Ecco Eddie, se fai il karaoke va bene. Interpretazione normale, Moro sempre uguale, brano che suona sempre uguale.
Voto: 5 e 1/2
Sara: Fa tutto la canzone e Fabrizio Moro, una delle penne migliori del panorama musicale italiano. Ma il duetto è un compito con il giovane cantante che sparisce.
Voto 5
Mara Sattei con Mecna: L’ultimo bacio
Roberta: Il palco si riempie di archi e l’atmosfera che ricreano Mara Sattei ed il collega Mecna si fa romantica, nostalgica e fortemente malinconica. L’interpretazione della Sattei non mi è piaciuta, sto ancora capendo cosa ne penso in merito alle “manipolazioni” dei brani, in questo caso l’inserimento delle barre di Mecna, forse in un inedito scritto ad hoc da e per loro, funzionerebbero molto.
Voto: 6
Sara: Le barre di Mecna non sono male, ma il duetto è stato un po’ soporifero, così come i Sanremo di Mara Sattei.
Voto 4,5
Patty Pravo con Timofej Andrijashenko: Ti lascio una canzone
Roberta: Patty Pravo un giorno è intonatissima, l’altro non lo sa neanche lei. Anche oggi non lo sapeva lei e neanche noi. La standing ovation l’accettiamo solo per il primo Ballerino de La Scala che ha cantato, con passi elegantissimi e leggiadri danza, il brano di Gino Paoli.
Voto: 4 e 1/2
Sara: L’eleganza dell’ex ragazza del Piper, il ballo di classe del primo ballerino della scala di Milano Timofej Andrijashenko , l’omaggio a Ornella Vanoni. Ma le stonature sono dietro l’angolo, non ce ne voglia la Nicoletta, ma tra le cover peggiori.
Voto 4,5
Levante con Gaia: I maschi
Roberta: La voce ruvida di Levante si incontra con quella più morbida di Gaia: il contrasto però non è così netto da trasmettere la grinta all’iconico brano di Gianna Nannini. Anche qui esibizione nella norma, probabilmente da Levante mi aspettavo qualcosa anche di più “energico” ma, quantomeno, erano in sintonia e, soprattutto, intonatissime! E scopro solo dai social, esserci stato un bacio saffico: qualcuno l’ha visto?
Voto: 7 e 1/2
Sara: Duetto al femminile con uno dei manifesti del repertorio di Gianna Nannini, Levante e Gaia si fondono vocalmente e fisicamente, per una riuscita per niente male con bacio finale.
Voto 7-
Malika Ayane con Claudio Santamaria: Mi sei scoppiato dentro il cuore
Roberta: Incredibile come Claudio Santamaria oltre ad essere sempre estremamente affascinante, canta sempre incredibilmente bene. E con Malika Ayane il risultato è duplicato. Armonia giusta tra i due e buona dose di eleganza. Bravi!
Voto: 8 e 1/2
Sara: Canta con Claudio Santamaria che di professione fa l’attore, ma ha dimostrato di non sfigurare per niente con una canzone vocalmente difficile soprattutto per uomo. Viene fuori un duetto molto piacevole, equilibrato ed elegante.
Voto 7,5
Bambole di Pezza con Cristina D’Avena: Occhi di gatto
Roberta: Le Bambole di Pezza si mostrano con il loro lato rock… peccato che si tratta della cover della sigla di “Occhi di gatto”. Con Cristina D’Avena sul palco si divertono e ci mettono in mezzo anche un Whole Lotta Love dei Led Zeppelin: dissacrano un pezzo di storia, arricchiscono una sigla. Avessero fatto solo il brano della band inglese, si sarebbero prese un bel 10… ma quel mash up con “Occhi di gatto”…. brrrrrrr…Una scelta che molti considerano originale ma permettetemi di non essere d’accordo! .
Voto: 6 (ma forse ci ripenso… a ribasso)
Sara: Il loro sembrava il duetto più improbabile con Cristina D’Avena eppure hanno letteralmente spettinato l’Ariston con una versione di Occhi di Gatto rockettara che rimarrà tra le cose più strane di questo Festival.
Voto 6
Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso: Su di noi
Roberta: Ecco, in questo caso l’aggiunta della strofa scritta da Dargen era perfetta, sposandosi alla perfezione con il resto del brano di Pupo. Le note di Fabrizio Bosso accompagnano un nuovo testo che parla di guerra e di rifiuto delle armi: di sicuro l’unico messaggio politico che questo Sanremo 2026 ha visto. Forse un po’ meno coerente cantarla con Pupo, considerato il suo stretto rapporto con la Russia ma il risultato mi convince (giudizio che andrà controcorrente con tutti voi… che avete apprezzato Occhi di gatto ft. Led Zeppelin).
Voto: 8 +
Sara: In un Festival le cui canzoni sono prettamente d’amore, Dargen ha portato un messaggio importante sulla guerra, forse più efficace di Laura Pausini che canta Heal the world. Suona strana l’unione con Su di Noi ma comunque d’impatto.
Voto: 7+
Tommaso Paradiso con gli Stadio: L’ultima luna
Roberta: Tommaso Paradiso ha sempre affermato di avere come riferimento musicale Lucio Dalla, motivo per il quale non poteva non omaggiarlo nel suo primo Festival e con un gruppo che ha affiancato per anni il cantautore bolognese, ovvero gli Stadio. Anche qui un’interpretazione nella norma ma con un bel pizzico di grinta e energia
Voto: 8-
Sara: Gioca facile con gli Stadio con un brano di Lucio Dalla, loro che 10 anni fa conquistarono il trionfo grazie ad una cover del cantautore bolognese. Le aspettative erano alte e fondamentalmente sono state rispettate con una performance all’altezza della canzone.
Voto 7,5
Michele Bravi con Fiorella Mannoia: Domani è un altro giorno
Roberta: Due voci all’unisono (almeno per una volta) per un commosso omaggio a Ornella Vanoni.
Voto: 8 –
Sara: Raffinatezza, interpretazione, colpo al cuore per l’omaggio ad Ornella Vanoni. Era una coppia attesa e hanno mostrato perché. Una performance che ha colpito l’anima.
Voto 8,5
Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band: Vita
Roberta: Ed io che pensavo che Galeffi cantasse (mossa meschina annunciarlo e poi non inquadrarlo neanche)!! Invece a sorpresa ci esce papà Gianni Morandi!! Ma sì, Pietro, te l’accettiamo perché avete dato un nuovo volto al brano del 1988 e l’avete cantata anche bene insieme. E comunque Gianni Morandi ha 81 anni e ha più energia di me: che uomo!!
Voto: 7 e 1/2
Sara: Vita, quanta vita. La scelta di omaggiare il papà sul palco più importante d’Italia era già bella, oltre i pregiudizi, ma vedere apparire Gianni Morandi emozionato fino alle lacrime è stato ancora più bello. L’esecuzione parliamoci chiaramente non è stata delle migliori, ma vedere un padre e figlio insieme, abbracciati ed emozionati cantare ha un valore che va al di fuori di qualsiasi performance, in barba al dito puntato per il figlio di. Siamo di fronte alla cosa più umana che c’è e il cuore ha tremato con il Gianni nazionale.
Voto 10 (per l’emozione)
Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas:Il mondo
Roberta: Il duo in gara si mostra completamente a suo agio anche (o soprattutto) con un brano del 1965. A supporto è stato chiamato il “papà” Brunori Sas che, in questa veste retrò, ci sta perfettamente: tanta dolcezza!
Voto: 7 e 1/2
Sara: Portano il mondo con Brunori Sas e il suo modo di essere retrò in un’esibizione raffinata e giusta.
Voto 7+
Fulminacci con Francesca Fagnani: Parole parole
Roberta: Fulminacci sa cantare ma, questa canzone, l’ha saputa anche recitare con la complicità anche di Francesca Fagnani a cui è affidata la parte recitata del brano. Esibizione dai ritmi jazzati e vintage, semplici, simpatici, carinissimi.
Voto: 8
Sara: Lui e la Fagnani si sono scambiati il ruolo che fu di Mina e Alberto Lupo, interpretazione nè calda nè fredda, che non rimarrà nella storia delle serate cover. Anche se il che belva sei ha il suo perché.
Voto: 6
LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo: Andamento lento
Roberta: Forse penso di poter tollerare il duo in gara solo in un contesto così, ovvero cantando canzoni non proprie. De Piscopo un po’ provato ma a 80 anni non possiamo arrivarci tutti come Gianni Morandi (lasciamoli in pace questi poveri anzianotti musicali) ed un po’ cringe i ballerini vestiti con le tuniche a frange. Bene ma non benissimo, nel complesso sufficiente.
Voto: 7
Sara: Questi due ragazzi si stanno godendo il Festival divertendosi e mostrando il bello della loro età. Incontro tra generazioni con Tullio De Piscopo, un andamento lento che ha spettinato il teatro portando allegria e freschezza.
Voto 7+
Raf con i The Kolors: The riddle
Roberta: Per quanto entrambi abbiano cantato in lingua, mi sembra che il loro inglese, in questo brano, sia leggermente forzato e ci sia un po’ di insicurezza nel cantare; inoltre c’è più gente sul palco e non tra il pubblico. La coreografia bella, la cover un po’ meno soprattutto per le voci poco calibrate infatti nella parte finale la seconda voce ha sovrastato la principale coprendola completamente. Si poteva fare di più, Raf.
Voto: 6 e 1/2
Sara: Ho un problema con le scelte musicali di canzoni straniere nella serata cover del Festival della canzone italiana. Mi si perdoni. Con Stash ha portato uno show sul palco, un’esibizione che non può essere giudicata come negativa, ma…
Voto 5,5
J-Ax con Ligera County Fam: E la vita, la vita
Roberta: Allegri, frivoli, simpatici
Voto: 8
Sara: ha scelto di portare con sé la comicità e il mondo teatrale milanese, una formazione di tutto livello della Milano storica. Un’esibizione tra gioia e riflessione, ma niente di memorabile.
Voto 6
Ditonellapiaga con TonyPitony: The lady is a tramp
Roberta: Era il duetto che ci meritavamo. Belli e in un sincrono assoluto, voci con un incastro perfetto ed una coreografia che rende il brano ancora più sbarazzino del suo arrangiamento originale. Sbarazzini, frivoli, originali, affascinanti. Oh ma, per quanto possano essere discutibili i suoi testi, ma possiamo ribadire che Tony Pitony ha una voce e un’intonazione perfetta?
Voto: 9 e 1/2
Sara: Era il duetto più atteso e Tony Pitony ha dimostrato di saper cantare. Esibizione di ottimo livello tra inglese, baciami piccina e uno show stile Brodway. Non preferisco le canzoni straniere come già detto, ma è stato davvero un bel momento di spettacolo, fondamentalmente giusta la vittoria.
Voto 9-
Enrico Nigiotti con Alfa: En e Xanax
Roberta: Non so se sono io ma, come le canzoni in gara, anche questa sera mi sembrano che i brani siano tutti mediamente ascoltabili. Anche per questa cover avrei preferito solo la voce profonda di Nigiotti per questa canzone di Bersani.
Voto: 7-
Sara: En e Xanax è una di quelle canzoni che chi ha vissuto certe sensazioni è una lama che trafigge l’anima. Lui e Alfa restituiscono bene la bellezza di queste parole con il giovane artista genovese che ha messo il suo tocco come con Vecchioni dando vita ad una delle cover più azzeccate.
Voto 7,5
Serena Brancale con Gregory Porter e Delia: Besame mucho
Roberta: Tre voci diverse per un risultato sicuramente elegante, con un accento più nostalgico rispetto all’arrangiamento originale. Mi aspettavo qualcosa di più.
Voto: 8 –
Sara: La voce di Serena è venuta fuori anche in questa performance che ha visto un’unione perfetta con Delia e Gregory Porter. Esibizione di altissimo livello, ma vale quanto detto a Raf.
Voto 7
Sayf con Alex Britti e Mario Biondi: Hit the road Jack
Roberta: Sayf “tu mi piaci, tu mi piaci, tu mi piaci taaaaaanto” con questa cover così anni ’20 nella musica e nella scenografica, ed impreziosita dalla voce di Mario Biondi vestito da Blues Brother con Alex Britti (meno incisivo rispetto al collega).
Voto: 7 e 1/2
Sara: Mondi differenti che si incontrano, dando vita a un momento musicale molto importante con il rapper genovese che ha dimostrato qualità vocali, da musicista e anche da intrattenitore. Una delle sorprese di questo Sanremo. Nonostante l’ottima resa resto coerente con la voglia di canzoni italiane, ma è innegabile che l’esibizione è di valore con Mario Biondi e Alex Britti.
Voto 7,5
Francesco Renga con Giusy Ferreri: Ragazzo solo, ragazza sola
Roberta: Mah… senza lode e senza infamia.
Voto: 7-
Sara: Renga sta facendo un festival anonimo e anche questa serata non delude e conferma il suo essere anonimo in una cover fatta anche bene con Giusy Ferreri, ma che non lascia nulla.
Voto 5
Arisa con Il Coro Teatro Regio di Parma: Quello che le donne non dicono
Roberta: Arriva lei e ci distrugge. Coro da brividi. Arrangiamento minimale da brividi. Arisa da brividi.
Voto: 9
Sara: La canzone scelta è già importante, la voce di Arisa ha fatto il resto con il Coro che ha aiutato ulteriormente le vibrazioni del cuore.
Voto 9,5
Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci, Baila morena
Roberta: Non credevo fosse possibile una versione di Baila Morena raggaeton, poi è arrivato Samurai Jay che ci ha dimostrato che non c’è limite al peggio. Peccato per Roy Paci, fiato (per la sua tromba) sprecato. Belen Rodriguez ruolo non identificabile.
Voto: 5 e 1/2
Sara: La carta Bele probabilmente non ha lo stesso effetto di qualche anno fa. Sicuramente allegra, lei ha provato ad utilizzare la sua arma migliore, ma niente di eccezionale se non per la scoperta di una buona voce del cantante partenopeo.
Voto 5
Sal Da Vinci con Michele Zarrillo: Cinque giorni
Roberta: A mezzanotte e mezza volevo un po’ più di brio e non deprimermi definitivamente, poi però sembra che Sal Da Vinci faccia difficoltà a cantare scanditamene in italiano (senza quindi inflessioni) e sorrido un po’. Il brano è la solita mazzata sul cuore e l’interpretazione è giusta, la sufficienza tocca dargliela.
Voto: 7-
Sara: Da Vinci è sembrato molto più spento, la voce inizia a risentire delle serate e di tutto ciò che si è concesso a Sanremo in ogni dove, forse Zarrillo ha cercato troppi vocalizzi, una cover che viene portata a casa, ma la canzone in gara ha più il guizzo. L’Ariston ha comunque apprezzato dimostrando di aver adottato il cantante partenopeo che ha mostrato, comunque, di non essere il cantante da matrimoni (come se fosse disprezzabile esserlo).
Voto 6,5
Fedez & Masini con Stjepan Hauser: Meravigliosa creatura
Roberta: Con la voce di Masini il brano si veste di una luce nuova, più grezza ma nello stesso tempo raffinata. Forse un po’ meno efficienti le barre di Fedez (troppo prolisse), delicata la scelta del violoncello.
Voto: 7 e 1/2
Sara: Il copione è lo stesso, voce di Masini, Fedez che rappa le sue barre che sembrano sempre ripetitive. Nulla di straordinario, cover ben fatta, ma non rimarrà negli annali delle cover migliori Hanno fatto il compitino sufficiente.
Voto 6
Ermal Meta con Dardust:Golden hour
Roberta: È quasi l’una e credo di non riuscire a dare più un serio giudizio. Però che voce Ermal Meta: un’interpetazione nelle sue corde, letteralmente, che si adagia sulle note del pianoforte di Dardust.
Voto: 8
Sara: Nella serata cover del 2017 sorprende con Amara Terra mia. Ottima performance vocale e Dardust è un accompagnatore musicale d’eccezione. Ma vale il solito pensiero, avrei preferito qualche canzone italiana.
Voto 7
Nayt con Joan Thiele: La canzone dell’amore perduto
Roberta: Delicatissimi e dolcissimi, e con un’alchimia così forte che si sono commossi entrambi. Cover semplice ma doveva essere così.
Voto: 8 –
Sara: Portare De Andrè non è mai semplice, certo autori sono difficili da toccare, lui con Thiele lo fa bene, dosando tutto e arrivando dritti al punto.
Voto 8
Luchè con Gianluca Grignani: Falco a metà
Roberta: Un altro brano che si arricchisce con delle aggiunte testuali di Luché in alternanza alle strofe cantate da Grignani, autore e cantante del brano, che sembra essere (o sentirsi) sempre fuori posto. In chiusura Grignani lascia il palco prendendo il suo mazzo di fiori e dicendo “C’è anche il numero della Laura Pausini dentro?” facendo riferimento alle critiche che si sono rivolti nelle settimane passate: è il festival del rancore.
Voto: 7
Sara: Le cover di quest’anno hanno avuto in gran parte l’aggiunta di barre rappate e anche quella con Grignani. Una performance ben riuscita, con l’ex ragazzo d’oro che è riuscito ad essere lineare. Il resto lo fa una canzone davvero bella che resiste negli anni.
Voto 6,5
Chiello con il pianista Saverio Cigarini: Mi sono innamorato di te
Roberta: Forse non il brano più adatto per la sua voce, complice anche (probabilmente) la tensione che rendono la performance non al massimo. Ricordiamo che insieme a lui sul palco ci sarebbe dovuto essere Morgan ma questo sodalizio si è sciolto prima di nascere… meglio che non sia sciolto sul palco, come nel 2020.
Voto: 5 e 1/2
Sara: Il duetto più discusso, quello che non è avvenuto tra Chiello e Morgan. Non sappiamo come è andata la situazione, ma sicuramente questa cover è dimenticabile.
Voto 4,5
Leo Gassmann con Aiello: Era già tutto previsto
Roberta: Chiudiamo la serata alle ore 1:15. Non sappiamo se fosse previsto o meno ma sicuramente non era prevista questa cover che supera le mie aspettative, facendomi dire che le due voci non stanno neanche tanto male insieme.
Voto: 7
Sara: È salito sul palco dopo una polemica social del padre che chissà se ha seguito. Ma questi figli di stanno dimostrando che il pregiudizio può essere cancellato perchè non sono così male. Buona performance con Aiello all’1.15 di notte che ha colpito con due voci che si sono fuse perfettamente e che hanno emozionato, anche se la canzone di Cocciante si presta molto.
Voto 7+
