Dopo due anni da Il Gladiatore II, Ridley Scott torna al cinema con The Dog Stars – Le stelle dopo la fine, tratto dal romanzo post-apocalittico Le Stelle del cane di Peter Heller, edito in Italia da Bompiani. Il film, con Jacob Elordi (Cime Tempestose), Margaret Qualley (The Substance), Josh Brolin (Dune, Avengers: Infinity War) e Guy Pearce (The Shrouds -Segreti sepolti), è in sala dal 26 agosto.

Stati Uniti, 2035: la popolazione mondiale è stata decimata a causa di un virus. Hig (Jacob Elordi) è un giovane pilota che vive con il suo cane Jasper e con Bangley (Josh Brolin), un militare esperto di sopravvivenza. I due si sono costruiti una dimora in mezzo alle montagne, dove hanno tutto il necessario per continuare a sopravvivere. Un giorno, però, durante una ricognizione in aereo, Hig intercetta alla radio un messaggio misterioso proveniente da una località in cui potrebbero esserci altri esseri umani. Il ragazzo decide, così, di partire per scoprire se l’umanità in cui crede ancora esiste davvero, avventurandosi in un viaggio che lo aiuterà ad affrontare il suo dolore.
Nell’epoca in cui viviamo tutti i film post-apocalittici risultano sempre meno futuristici e spaventosamente vicini alla nostra realtà. The Dog Stars è forse tra i più vicini, non solo in termini temporali, ma anche perché il mondo si è decimato a causa di una pandemia. Qualcosa che noi abbiamo vissuto in parte sei anni fa con il Coronavirus. Proprio per questa sua vicinanza alla realtà odierna, The Dog Stars si vive più intensamente di quanto sarebbe accaduto dieci anni fa quando un evento del genere non appariva minimamente immaginabile dalle nostre menti.
Il film di Scott, scritto da Mark L. Smith (Twisters), è un’opera riuscita, interessante, emotiva e introspettiva. Con un ritmo serrato che non annoia, racconta il viaggio di un uomo che non abbandona la speranza di ritrovare esseri umani in grado di comportarsi ancora come tali e non come animali guidati solo dall’istinto di sopravvivenza. Narrativamente parlando la storia poteva essere più approfondita per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi secondari e le relazioni che intercorrono tra di essi. Nonostante ciò, risulta comunque intrigante osservarli prendere vita sullo schermo ed essere partecipi delle dinamiche che creano, anche grazie a un cast solido e ben diretto.

The Dog Stars è un viaggio che mette a nudo la natura umana e la speranza che nutre ogni uomo, una speranza che fatica a morire anche quando tutto sembra andare male. Affronta il tema della solitudine, del dolore, dell’amore, della fratellanza, dell’unità ed espone il bisogno umano di essere circondato da altri per sopravvivere davvero. E lo fa con semplicità e leggerezza. Si guarda il film senza provare quell’ansia tipica di queste storie e non mancano nemmeno gli sketch ironici, complice il personaggio di Josh Brolin, uomo cinico e burbero che preferirebbe stare da solo piuttosto che cercare altre persone per provare a ricostruire una comunità in onore di un passato che non potrà più tornare.
Anche se non è il film dell’anno, The Dog Stars è una buona scelta per passare una serata di fine estate diversa dal solito. Un buon modo anche per fuggire dal caldo asfissiante, rifugiarsi in una sala cinematografica e lasciarsi abbracciare per due ore dal buio, dai suoni e dalle immagini che scorrono sullo schermo. Un’esperienza che, pur non rivoluzionando il genere, riesce comunque a lasciare un segno emotivo sincero.
Nel cast del film – prodotto da 20th Century Studios e Scott Free Productions e distribuito da The Walt Disney Company Italia – anche Benedict Wong e Allison Janney.

