Ormai lo sappiamo, almeno una volta l’anno Hollywood sforna un nuovo film tratto da un romanzo di Colleen Hoover, questo mese è la volta di Verity, in uscita oggi 1° ottobre, diretto da Michael Showalter (Gli occhi di Tammy Faye) e scritto da Nick Antosca. Nel cast Dakota Johnson(Material Love), Anne Hathaway (Odissea, Il diavolo veste Prada 2) e Josh Hartnett (Trap).

Lowen Ashleigh (Dakota Johnson) è una giovane scrittrice di thriller che viene scelta per fare da ghostwriter a Verity Crawford (Anne Hathaway), celebre autrice che per via di alcune difficoltà non può più portare a termine gli ultimi libri della sua serie di successo. Quello che all’apparenza sembra il lavoro dei sogni si trasforma presto in un incubo quando Lowen scoprirà segreti che le faranno dubitare della verità e metteranno a soqquadro la sua realtà.
I thriller psicologici sono tra i generi più apprezzati, indipendentemente dal medium che li porta in vita. L’annuncio della trasposizione cinematografica di Verity ha quindi suscitato una curiosità tipica di questo genere, anche in chi non aveva mai letto il libro e non aveva idea di cosa parlasse il romanzo della Hoover. E possiamo dire che il lungometraggio di Showalter rispetta l’anima del libro e anche se ci sono delle differenze e delle mancanze riesce comunque a catturare l’attenzione.
Intrattenere è la parola d’ordine del film, non è l’opera dell’anno e nemmeno il miglior esempio di questo genere, eppure risulta convincente, scorrevole e coinvolgente. Lo spettatore viene immerso completamente nelle atmosfere inquietanti e misteriose della casa, di Verity e della sua famiglia. Una sensazione che lo trascina in una realtà dove la verità è continuamente manipolata e non è possibile riconoscerla. Una verità che mette alla prova il buon senso e l’etica dei personaggi e li trasforma in esseri ambigui, vittime delle loro stesse emozioni e di quello che la mente decide di far loro vedere.
Il cast riesce a portare in vita in modo veritiero, rispetto all’opera originale, i tre protagonisti, prestando attenzione al loro carattere e a tutti quegli elementi che nel libro colpiscono il lettore e lo trascinano in quella realtà. Oltre agli attori, però, quello che forse rappresenta meglio la sensazione totalizzante e annebbiante che si prova leggendo il libro è data dalla scenografia. Quella casa imponente ed enorme, perfetta all’apparenza e con numerose stanze che nascondono ognuna qualche dettaglio, è l’elemento che più coinvolge e perfeziona l’atmosfera giusta.
Verity riesce nel suo obiettivo e intrattiene non solo chi conosce già la storia, ma anche chi ne viene a conoscenza per la prima volta. Come detto precedentemente non è il film dell’anno; eppure, riesce comunque ad essere piacevole e godibile per una serata che si vuole passare al cinema.
Nel cast del film – prodotto da Amazon MGM Studios, Eat the cat, Semi-Formal Productions, Shiny Penny, Somewhere Pictures e Heartbones Production e distribuito da Eagle Pictures – anche Ismael Cruz Córdova e Brady Wagner.

