Tonino Carotone in concerto a Roma presenta il nuovo album “Etiliko romantico”

3 Aprile 2023

Da che lo conosciamo porta con sè il calore ed i colori del Mediterraneo. Nella sua voce, nella sua gestualità, ancor più in uno stile di vita libero e lontano dagli schemi. E’ un cane sciolto, un battitore libero, Antonio De La Cuesta. Sulla cresta dell’onda da 30 anni, lui che – nato a Burgos, Spagna, nel 1970 – è cresciuto con il mito dell’Italia. Al punto da scegliere di calcare le scene con uno pseudonimo che fondesse i riferimenti a due mostri sacri del panorama nostrano: Fred Buscaglione e Renato Carosone. Dalla fusione ecco Tonino Carotone, cantore e cantautore del Sud dell’Europa, dalla Penisola Iberica al Medio Oriente, passando per l’Italia. Scanzonato e vagabondo, dedito ai vizi del piacere, ardente di passione. Renitente alla leva, come altri suoi connazionali, arrivò nel Belpaese nell’anno 1995, con un motivo che divenne tormentone. “È un mondo difficile/ E vita intensa/ Felicità a momenti/ E futuro incerto/ Il fuoco e l’acqua/ Con certa calma/ Serata di vento/ E nostra piccola vita/ E nostro grande cuore” . “Me cago en el amor” divenne pietra miliare, insieme ad una cifra linguistica unica, l’itagnolo, personalissimo incrocio tra le due lingue cugine, italiano e spagnolo.

Qualche giorno fa, il 24 marzo, Carotone ha fatto ritorno a Roma, infuocando il pubblico di Largo Venue. Giovani e giovani 50enni tutti insieme, a cantare e ballare i ritmi tra il blues, il folk e la sonate da sagra. Con assoli di voce e di strumento – un plauso ai musicisti della band, superlativi – che hanno elevato alla potenza i brividi sulle braccia. Due ore di pathos e di ritmo, tra l’ardore dei sensi e la malinconia dei pensieri. L’amore, tanto amore, nell’etere.

E’ stata soprattutto l’occasione per ascoltare alcune tracce di “Etiliko romantiko”, ultima fatica del baffetto castigliano. Che va controvento, controcorrente rispetto alle tendenze del mercato. Sul suo caicco c’è spazio anche per “Il cielo in una stanza, registrato in duetto con Gino Paoli e proposto in un’interpretazione da cardiopalma che ha trasformato Largo Venue in una balera degli anni ’60. Paoli non era presente al concerto, da buon romano invece non poteva mancare Tommaso Zanello, alias Piotta, per il duetto “Whisky, tabacco e venere” che riassume la poetica dell’album e, aggiungiamo, la filosofia di Carotone. Uomo di libertà e di piaceri, timoniere in un Mediterraneo che pulsa di vita.

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