A teatro l’incredibile storia della Contessa Oldoini

Fu una “meravigliosa statua di carne” Virginia Oldoini, Contessa di Castiglione, donna bellissima, intelligente, libera, colta, proiettata al futuro. Fu regina dei salotti, nell’Ottocento, e permise al Piemonte di Cavour di avere il lasciapassare dalla Francia per avviare il processo di unificazione dell’Italia. Come riuscì nell’obiettivo? Con la sua immagine, stupefacente. Con il suo charme, unico. Con la sua carica sensuale, irresistibile. Napoleone III non seppe mai resisterle, abbassò le difese di Imperatore e acconsentì alle richieste della Oldoini, “strumento” diplomatico. Il corpo e la personalità della Contessa furono la chiave per il successo delle missioni affidatele dai piemontesi. Una volta raggiunto l’obiettivo, l’Unità del Belpaese, i nuovi governanti si dimenticarono velocemente dei meriti e delle relazione intessute dalla Oldoini, improvvisamente oscurata e non più utile alla causa. Lei, per tutta risposta, si chiuse a riccio e sparì volontariamente dalle scene, finendo i suoi giorni a Parigi e in una condizione di totale abbandono.

Una storia che ha dell’incredibile. Luca Gaeta ne ha costruito intorno uno spettacolo teatrale, un testo e una regia. “V come Virginia”, questo il titolo del progetto prodotto da Laros, è andato in scena dal 3 al 7 maggio al Teatro Belli di Roma. Debutto assoluto. In scena Patrizia Bellucci, che ha interpretato con forza espressiva e personalità il ruolo di una donna brillante ed estremamente avanti per i suoi tempi. Una donna in grado di tenere testa a tutti gli uomini che ha incrociato nel suo percorso. “Moi c’est moi”, una consapevolezza del sè che spiazzava ed ammaliava. Le scenografie e i costumi, curati da Luca Arcuri, a sottolineare l’opulenza di certi ambienti ma nel contempo la vacuità del gioco dei ruoli. Tinte dorate e purpuree – disegno luci di Francesco Bàrbera – a colorare un universo dove la Contessa di Castiglione faceva il bello e il cattivo tempo. Poi quella stagione terminò, ed avendo subito intuito di non servire più alla causa, la Oldoini si ritirò, oscurando documenti confidenziali come anche la sua bellezza. Si spengono, progressivamente, i diversi candelabri sparsi sul perimetro del tableau vivant. Con le musiche di Fabio Lombardi a disegnare atmosfere opulente quanto fragili e decadenti.

Dal grande baule impolverato che occupa il centro della scena escono ricordi e racconti di un’ Europa dei grandi fatta di uomini di potere dediti alle feste e alla lussuria. E di nervi scoperti che, colpiti, possono sbloccare trattative e concludere accordi.

Il potere del denaro. Il potere del sesso. Così accade dall’alba dei tempi.

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V COME VIRGINIA

La Contessa di Castiglione

scritto e diretto da Luca Gaeta

con Patrizia Bellucci

musiche Fabio Lombardi

scene e costumi Luca Arcuri

aiuto regia e movement director Giulia Avino

disegno luci Francesco Bàrbera

voice off Sebastiano Somma, Loredana Cannata, Silvia Siravo, Alessio Caruso, Andrea Vaccari

luci e fonica Luca Vergoni

sartoria Aurelia Simion


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