“Belongings”: l’irrisolto e polveroso caos delle relazioni di genere

2 Dicembre 2023

“Belongings”, andato in scena al Teatro Belli di Roma dal 27 al 29 novembre, è uno spettacolo che indaga i rapporti famigliari e gli equilibri precari tra uomini e donne, sovrapponendo con efficaci flashback diversi piani narrativi e differenti ambientazioni.

La regia, firmata Jacopo Bezzi, brillante e abilissima a raddoppiare l’ambiente scenico in due differenti interni, una cucina domestica e l’alloggio di due soldati al fronte. Da una parte il Wiltshire, Sud dell’Inghilterra, dall’altra l’arido e polveroso Afghanistan. Ovvero i due volti di Deb, interpretata da Federica Quartana, ragazza in rapporti tesi con il padre Jim (Massimo Roberto Beato) e rimasta orfana troppo presto di una mamma che, forse, è divenuta motivo reale del suo confino in uno scenario di guerra. Deb supera la dura prova di un ambiente machista e torna a casa con l’intenzione di rimanerci, nel villaggio di Chippenham. Il testo di Morgan Lloyd Malcolm, tradotto da Enrico Luttman, apre l’armadio di Deb che si confronta con una serie di scheletri.

Dopo la scomparsa di mamma, mai accettata e superata, è arrivata una nuova donna nella vita di papà. Non è una perfetta sconosciuta, tutt’altro: Jo (Veronica Rivolta) è la migliore amica di Deb, e per lei Deb da sempre nutre un sentimento ben diverso. Ma non ricambiato, se non platonicamente e in minima parte, da una ragazza che accetta un ruolo succube rispetto ad un uomo squallido, gretto, volgare, che trascorre le giornate a mercanteggiare filmati porno sul web. Un “lavoro”, se così lo si può chiamare, condotto peraltro al limite della legalità e coinvolgendo, nelle “prestazioni”, l’ingenua compagna, del tutto sottomessa ai voleri dell’orco. Il quale conferma la burbera indole anche nel rapporto superficiale con la figlia, che ha il cuore in tempesta per i troppi eventi irrisolti del suo cammino di vita.

Malcolm e l’occhio di Bezzi si focalizzano, in particolare, sullo scenario afgano, dove Deb, unico soldato donna del battaglione, deve gestire le pressioni e le avance del suo compagno di stanza, Sarko. Stefano Guerrieri nei panni di un giovane “etero basic” a cui non riesce di comportarsi da semplice amico ed accettare il diverso orientamento di Deb. Succede dunque l’inevitabile: un bacio strappato, un’intimità violata.

Belongings. Appartenze. Meglio dire, costrizioni.
Eccoci qua, di nuovo punto e accapo, ad assistere alle storture insite nella convivenza tra gli umani. Che è si spontanea, data l’indole naturalmente socievole che ci hanno donato i sensi e la parola, ma viene spesso, troppo spesso distorta e viziata da rapporti di forza, sempre sbilanciati. Deb chiude in scena con un pensiero alla madre, rimorsi per ciò che lei e il padre avrebbero potuto mettere in atto per salvarla. Rimane in piedi, Deb, spaesata e triste. Dal palcoscenico il suo sguardo volge al futuro, ma è tutt’altro che pronta. Cerca l’Amore, quello con la A, ma le è rimasto addosso uno strato di polvere desertica che non va più via.
Un messaggio forte e assai contemporaneo, per tutti noi.

La Compagnia dei Masnadieri, che ha prodotto il lavoro, conferma una particolare attenzione per i dettagli. Dall’allestimento al disegno luci, dalle musiche ai costumi. Attori affiatati, briosi ed efficaci. Il tutto è molto “Trend” per riprendere il nome della rassegna che ha fatto da cappello allo spettacolo. Da 22 anni, Trend esplora le nuove frontiere del teatro britannico, per il pubblico capitolino un appuntamento immancabile della stagione autunnale.

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