La donna di pietra: una storia di ambizione e arte

29 Marzo 2024

Camille Claudel, artista francese che con il suo genio ha creato sculture uniche. Una donna che pur di vivere per la propria arte ha sopportato di tutto, una vita all’insegna della lotta al pregiudizio e della forza di volontà. E Federico Malvaldi ha scritto e poi diretto, insieme a Sara Younes, La donna di pietra una pièce sull’artista, interpretata da Veronica Rivolta, andata in scena al Teatro Spazio 18B, a Roma.

Un monologo intenso, che vede l’artista francese raccontare la storia di come è stata rinchiusa in un manicomio da tutti quegli uomini che sono sempre stati invidiosi del suo talento. Un racconto doloroso di una donna che ha sempre messo al centro della sua vita la scultura, la sua arte, finché non è incappata nell’amore ed è stata ingannata dal famoso scultore Auguste Rodin, che non le ha dato nulla ma le ha tolto tutto. Un viaggio nel viale dei ricordi e nelle giornate di Camille a cui nessuno vuole credere e che vorrebbe solo tornare a vivere al di fuori di quel posto orribile, per poter fare quello che ha sempre amato e saputo fare.

Una donna il cui unico peccato è stato quello di essere donna ed essere così ambiziosa e talentuosa in un mondo governato dagli uomini, dove a loro era regalato tutto mentre le donne dovevano faticare il triplo anche solo per avere modo di studiare.

Uno spettacolo costruito sulla bravissima Veronica Rivolta, che porta in scena il suo personaggio esprimendone pienamente la grande forza d’animo, che nonostante tutto quello che ha dovuto passare ancora non si è spezzata; lei non si è adeguata al posto in cui l’hanno rinchiusa, lotta per la speranza di andarsene via e tornare alla vecchia vita di sempre. L’attrice riesce per tutta la durata del monologo a incanalare le emozioni di Camille in ogni parola, in ogni sguardo, in ogni tremolio del corpo, non c’è nulla lasciato al caso ed è così convincente che si perde la cognizione di tempo e spazio. Si viene catapultati in un passato lontano, messi a conoscenza della storia di una donna a cui è stato tolto tutto per il semplice gusto di farlo, per annichilirla, perché era più brava, più ambiziosa, più reale di tanti uomini mediocri dell’epoca.

La donna di pietra pone lo spettatore di fronte all’ambizione di una donna, alle difficoltà che ha dovuto vivere facendo riflettere su quello che è giusto e sbagliato, ma soprattutto sull’importanza che ha l’arte nella vita, per la capacità che regala a chi la fa e la guarda di immergersi in un mondo altro lontano dal nostro, accrescendo così anche la capacità di resilienza dell’essere umano.

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