‘La Medium’: Marta Cuscunà al Romaeuropa Festival

29 Ottobre 2026

Il numero che aveva fatto la fama dell’illusionista ottocentesco Charles Rouy si intitolava «La donna invisibile». Nel 1854 una donna, sua figlia, Hersilie fu resa invisibile per davvero; internata in manicomio e privata, per quattordici anni, del proprio nome e di qualsiasi facoltà di decidere di sé. Da questa simmetria tra un mestiere che simula l’annientamento e un’istituzione che lo compie si muove La Medium, spettacolo che Marta Cuscunà presenta in prima nazionale al Teatro Vascello di Roma il 28 e 29 ottobre, per la quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival. Il sottotitolo che accompagna l’opera non lascia margini a nessun dubbio: «uno spettacolo di mentalismo femminista». La posta in gioco è quella di ribaltare l’autorità di chi pensa di poter interpretare il corpo della donna, di stabilire se un gesto sia sintomo oppure linguaggio, di decidere quali esistenze restino visibili e quali si possano lasciare andare all’oblio.

Una storia di resistenza

Milanese di nascita, Hersilie Rouy conduceva una vita che per una donna di metà Ottocento costituiva già una meravigliosa irregolarità: compositrice e maestra di musica, un’intellettuale non sposata, completamente autonoma. Il pretesto dell’internamento fu la sua curiosità per il sonnambulismo e il magnetismo animale, pratiche di confine che il sapere medico (e anche artistico) stava in quegli anni riclassificando da curiosità a sintomi. Il percorso negli istituti psichiatrici francesi la portò anche alla Salpêtrière, l’ospedale parigino in cui si andavano fondando gli studi sull’isteria femminile e dove la pratica clinica consisteva, in gran parte, nell’osservare le pazienti, catalogarne i movimenti e decidere che cosa quei movimenti significassero.

Per difendersi, Hersilie inventò nomi falsi, tra cui «Madame Pulcinella», mise in scena sé stessa; ma soprattutto tenne un diario che da testimonianza privata divenne atto d’accusa pubblico contro il sistema. Una volta fuori, inoltre, portò avanti una battaglia che contribuì alla revisione della legge francese del 1838 sull’internamento.

‘La Medium’

La Medium nasce da Incantagioni di Mariano Tomatis e ne raccoglie la tesi di fondo, ovvero che la magia possa funzionare come forma di conoscenza critica prima che di intrattenimento. Cuscunà mette in scena un ampio repertorio che comprende numeri di illusionismo, sedute spiritiche, macchine sceniche, documenti d’archivio. Accanto a tutto ciò lavorano le guarattelle napoletane, i burattini a guanto della tradizione popolare, affidate a Irene Vecchia, e all’estremo opposto, una consulenza dedicata al potenziale performativo della robotica sociale. L’artigianato del teatro di figura e la macchina programmatica che condividono la scena.

L’operazione non è semplice pretesto, ma ha come obiettivo un cambio di direzione. Per secoli il corpo delle donne ha servito l’illusione in qualità di oggetto, da far levitare, attraversare, smaterializzare. Qui l’illusione cambia bersaglio e si rivolge contro il dispositivo che quel corpo ha sequestrato: la sparizione torna nelle mani di Hersilie che la amministra per conto proprio. E sullo sfondo resta una domanda che riguarda soprattutto il presente, su chi possa prendere parola e su chi rischi di restare fuori dal racconto.

L’autrice

Marta Cuscunà nata a Monfalcone, città segnata dal cantiere navale e dall’amianto, lavora da quasi vent’anni su un teatro visuale che tiene insieme drammaturgia per figure e materia politica. È bello vivere liberi! (2009), La semplicità ingannata (2012) e Sorry, boys (2015) ne hanno fissato la riconoscibilità; con Il canto della caduta, Earthbound e Corvidae. Sguardi di specie ha spostato la ricerca sul nodo fra immaginario mitico, specie non umane e tecnologia. Dal 2021 è artista associata al Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, tra i coproduttori dello spettacolo.

In scena

Teatro Vascello, via Giacinto Carini 78, Roma — 28 e 29 ottobre, ore 21. Durata 75 minuti.

Per maggiori informazioni visitare: La Medium | Festival 2026 | Romaeuropa.

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