Dedicato a noi: con Liga non ci si sente soli

6 Ottobre 2023

Non si può restare soli”, così Luciano Ligabue canta in Certe notti (contenente in Buon compleanno Elvis, 1995), il suo cavallo di battaglia che nel 1996 ha vinto la Targa Tenco per la migliore canzone dell’anno. Il significato di quel ritornello torna con sincerità e potenza nella sua ultima raccolta Dedicato a noi, composta da undici tracce e prodotta dallo stesso Ligabue con Fabrizio Barbacci e Niccolò Bossini. L’album, pubblicato il 22 settembre dalla Warner Music Italy, è uscito un anno dopo il brano Non cambierei questa vita con nessun’altra (presente come bonus track nel doppio vinile dell’album), nel quale l’autore intona proprio: “Abbiamo vinto noi”. Il noi diventa pertanto fondamentale se si vuole entrare nell’arte dell’autore correggese, che si è sempre messo nei panni “dei fuori moda e fuori posto” non lasciandoli mai soli. In merito alla sua ultima fatica, l’artista ha testimoniato in un’intervista rilasciata a Rolling Stone Italia:

«Posso dire che in questo disco, come dice anche il titolo, ho avuto bisogno di pensare a un noi. Perché se c’è disfacimento sociale c’è un maggiore senso di isolamento, di solitudine. E tra isolamento e paura c’è un rapporto molto stretto. Perciò nelle storie di Dedicato a noi c’è un noi di coppia, un noi come famiglia, e poi un noi che non riesco mai a mettere da parte, che è quello che vivo quando sono su un palco. L’immagine che vedo da lì mi fa pensare e sperare che insieme stiamo condividendo qualcosa: principi, aspettative, valori anche solo per queste due ore. E infine c’è un noi idealizzato i cui confini sono quasi impossibili da definire, che è fatto ancora adesso da gente che ha voglia di condividere valori ed esperienze, e non rassegnarsi a un destino che sembrerebbe scritto».

Un album a tutti gli effetti intimista e che invita gli ascoltatori a unirsi per un mondo migliore, perché anche nei suoi pezzi più tristi e malinconici la speranza è l’ultima a morire. Si comincia allora con Così come sei, che racconta il destino che hanno avuto i due protagonisti di Salviamoci la pelle!!! (proveniente dall’album Lambrusco coltelli rose & pop corn, 1991) trent’anni dopo e, per quanto la storia ancora non si sia chiusa, al momento si sono salvati la pelle riuscendo a scappare da un destino che sembrava già scritto. Tale brano lo aveva già presentato in anteprima nel concerto tenuto a San Siro il 5/07/2023 e allo Stadio Olimpico di Roma il 14/07/2023, facendo ballare in anteprima i suoi fans senza ovviamente che conoscessero il pezzo. Si prosegue con l’efficace La parola “Amore”, che ricorda una versione più rock e meno pop di Certe donne brillano (Start, 2019).

Luciano Ligabue nel videoclip di “Riderai”.

Il terzo brano ribadisce quanto Liga sia esperto anche nelle canzoni d’amore, difatti La metà della mela ha tutti i mezzi necessari per diventare un cult del suo repertorio, sperando che possa essere uno dei singoli dell’album in futuro. Arriviamo poi a Dedicato a noi, il brano più rappresentativo dell’album dato che ne porta il peso del titolo e a conti fatti ne sintetizza tutto il senso. La vena romantica rientra anche nella rock Musica e parole, all’interno del quale l’autore ci invita a cambiare in fretta il mondo (“vado in campagna e basta, statemi bene tutti, il tempo si guasta”) sapendo che se si è in due le cose andranno meglio. Una canzone senza tempo, tanto detestata da molti tifosi laziali per l’omaggio a Francesco Totti, è una canzone d’amore per la capitale italiana che, nonostante sia piena di difetti, riesce a immortalare ogni singolo istante.

La settima traccia (nei suoi album la canzone numero 7 trova sempre un posto specifico) è Quel tanto che basta, composta quando Ligabue era alle prese con il Covid in un albergo di Parigi. Questa canzone acustica e malinconica è la più contemplativa della raccolta facendo proprio da intermezzo che, in ogni caso, trova perfettamente il proprio ruolo all’interno di Dedicato a noi. Niente piano B ha un sound che richiama il suo album più discusso Sopravvissuti e sopravviventi (1993), ponendosi come il pezzo più duro del disco. Qua il cantautore chiede un intervento immediato per combattere tutti i disastri che ci stanno coinvolgendo, tra cui la pandemia, i femminicidi, il disastro climatico e la guerra in Ucraina. Nella notevole Chissà se Dio si sente solo l’artista umanizza il Creatore arrivando alla conclusione che se l’Onnipotente si sente solo è perché si sente abbandonato da noi (“chissà se Dio si sente solo, se gli bastiamo, se gli manchiamo”), pertanto, lo spettacolo che guarda dall’alto purtroppo non è dei migliori. La penultima canzone ha per protagonisti due diciottenni – un lui e una lei – dei giorni nostri e si intitola Stanotte più che mai, il quale non è da escludere che possa avere in futuro il proprio sequel come Salviamoci la pelle!!!. L’album si chiude con il toccante e primo singolo diffuso in radio Riderai, un invito di Ligabue a guardare il mondo con un’altra prospettiva perché spesso ci preoccupiamo di cose infondate e perché di molte cose che sembrano tragiche ne rideremo in futuro.

In conclusione, con il suo quattordicesimo album è impossibile sentirsi soli, soddisfacendo così i suoi ammiratori di nuova e vecchia data. Al suo interno c’è tutta la poeticità del Liga: dalla malinconia alla politica passando per il romanticismo, condito tutto dal giusto mix tra rock e ballad. La stessa bellissima copertina dell’album realizzata da Paolo De Francesco, rappresentata da un grande cuore circondato da un assemblaggio di fotografie, è sintomatica a tal proposito: nella copertina ci siamo noi, la nostra vitalità, la nostra contemplazione, e proprio noi siamo riuniti in un unico grande cuore che ci tiene insieme, d’altronde è Liga che urla al pubblico “Abbiamo vinto noi”.

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Jacky Debach

Isac Jacky Debach nasce a Roma il 30 gennaio 1994. Ha conseguito la laurea triennale in Comunicazione pubblica e d'impresa presso La Sapienza, la laurea magistrale in Cinema, televisione e produzione multimediale presso l'Università degli Studi Roma Tre (DAMS) e il diploma di Master in Critica giornalistica presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico". Ha lavorato come redattore per Cosanepensate.it, come account commerciale per la ME Production SRL e ha collaborato con Madmass.it, Metropolitan Magazine.it e Recensito. Attualmente gestisce la pagina social Cinefusi.it e lavora come social media manager. Amante del cinema, della musica, della serialità televisiva e del calcio.

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