Il genio incompreso è “figlio unico”. Mostra su Rino Gaetano al Museo di Roma in Trastevere

11 Marzo 2024

Potrei dire che i miei genitori hanno scelto di chiamarmi “Roberta” perché influenzati dal brano di Rino Gaetano Berta filava… Ma non è così. Onestamente, di tutto il cantautorato italiano entrato a casa mia quando ero piccola, quella del cantautore calabrese è stata una delle produzioni meno presenti, incrociando il mio percorso solo molti anni dopo l’infanzia.

Questa dichiarazione contiene una supposizione triste ma molto vera: Rino Gaetano non è mai stato giustamente incensato quanto avrebbe dovuto. La verità è che il suo genio non è mai stato compreso appieno e sembra che tutt’ora si faccia difficoltà a metterlo sullo stesso piano degli altri grandi nomi della canzone italiana d’autore.

Per questo motivo, la mostra a lui dedicata al Museo di Roma in Trastevere, in esposizione sino al 28 aprile, costituisce la giusta occasione per vedere da vicino chi era davvero il cantautore cosentino – trasferitosi nella Capitale con la famiglia in tenera età – e quanto sia sempre stato attuale il suo modo di cantare la società. Questa esposizione rende omaggio a Rino Gaetano a quarant’anni dalla sua scomparsa, con una retrospettiva in cui è possibile ammirare numerosi cimeli, rarità e strumenti musicali del cantante concessi dalla sorella Anna: è così che ad una teca con chitarre, ukulele, tastiere e tamburi, si affianca una parete con alcuni abiti di scena, scatti inediti che ritraggono l’autore con la sua famiglia o con altri colleghi come Riccardo Cocciante e i New Perigeo negli anni della loro collaborazione. Sulle pareti del museo, nell’alternarsi di istantanee di vita privata e successi discografici, si raggiunge una sala in cui ammirare gli inseparabili cappelli del cantante ed alcuni suoi filmati inediti provenienti da Rai Teche; o ancora un tavolo dove poter leggere da vicino i testi di alcuni brani battuti alla sua Olivetti lettera 32.

Una mostra importante che racconta la vita del cantautore calabrese il quale, così come i suoi colleghi, ha sempre avuto un occhio (ed un orecchio) per le persone ed i loro problemi. Infatti, su una delle pareti del Museo, campeggia la seguente frase: “Io cerco di scrivere canzoni ispirandomi ai discorsi che si possono fare sui tram, in mezzo alla gente, dove ti rendi subito conto dell’andazzo sociale, Non voglio dare insegnamenti, voglio soltanto fare il cronista. È proprio la realtà e la verità dei suoi testi ad essere stata riscoperta e rivalutata in questi anni grazie anche al costante lavoro svolto dalla sorella Anna e dal nipote Alessandro che, muovendo gli stessi passi dello zio, è fondatore e componente della Rino Gaetano Band.

Quello promosso dal Museo di Roma in Trastevere è un vero e proprio viaggio nel cuore di una società cronologicamente lontana ma tematicamente non sorpassata: lavoro precario, emigrazione e insoddisfazione politica sembrano rivivere non solo nei brani di autori come Rino Gaetano ma anche nella nostra quotidianità...“Ma il cielo è sempre più blu”.

La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, a cura di Alessandro Nicosia e Alessandro Gaetano è organizzata e realizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura, sotto il patrocinio del Ministero della Cultura e di SIAE Società Italiana degli Autori ed Editori con la media partner di Rai e la collaborazione di Rai Teche – che conserva la maggior parte dei filmati che riguardano l’artista – e Universal Music Publishing Group.

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Roberta Matticola

Se fossi una parola sarei 'errare', grazie al suo duplice significato: "1. a. Andare qua e là senza direzione o meta certa [...] 2. a. Ingannarsi in un’opinione, sbagliare in ciò che si crede o si afferma." (Vocabolario on line Treccani). Ed io sono così: cammino tanto fino a consumare suole e commetto troppi errori.

Tra le poche cose certe, c'è il mio costante bisogno di scrivere di musica, in particolare di quella italiana ed emergente.
Poi rido e canto(... male).
Tanto.
E con il tono troppo alto.

"Il dj da una radio mi dice che fa bene cantare: ma chi ha mai saputo cantare?" - ColapesceDimartino: Considera.

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