“La Trinacria è femmina”, musica e voce per un patrimonio unico

12 Agosto 2023

Da 10 anni “La Trinacria è femmina” racconta per musica e parole una Sicilia diversa dall’immaginario collettivo. Terra contaminata, profonda, sacra quanto lussuriosa. Accogliente, ammaliante, colorata, tentatrice. Terra di illustri cantori, poeti e romanzieri. Terra definita dal “genere” femminile di numerose parole del vocabolario, della lingua italiana come della lingua siciliana.

Il concerto-reading di Ilenia Costanza e Lorena Vetro ha regalato emozioni e sorrisi, al pubblico romano dei Giardini della Filarmonica. Inserito nel calendario de “I solisti del teatro”, lo spettacolo è stato proposto lo scorso 8 agosto, con il contributo sul palco anche della musicista Monica Tenev, alla fisarmonica e al clarinetto. A formare un tridente ideale: “Considerateci le Gorgoni che danno senso alla Trinacria – ha esordito in scena Costanza – Medusa, che rappresenta la perversione intellettuale; Steno, la perversione morale, Euriale, la perversione sessuale”.

Citazioni a dismisura, contaminazioni, aneddoti di vita popolare, leggende ancestrali, una simbologia dai forti richiami alla religione e agli elementi. Maschere e icone a comporre la scenografia. Un viaggio disegnato, suggerito dai suoni e dall’espressività vocale di interpreti che sono anche perfette complici. Giocano tra loro, giocano con i presenti, che a loro volta gradiscono. Lo spettacolo ha una matrice attivista, nel senso che restituisce a un luogo – fisico e dell’anima – ciò che gli spetta: una coerente e marcata componente femminile.

Santa Rosalia a Palermo e Sant’Agata a Palermo sono femmine. Imprenditoria è femmina, selvaggia e disonorata però”. “L’emigrazione è femmina; la mafia lo è; la maschera di Pirandello e La Roba di Verga lo sono. Ma anche la vigna, la mandorla, l’arancia. E il pistacchio. Perché da noi il pistacchio si chiama ‘a fastuca’ E diventa femmina… come la bellezza!”.

Una chiosa che ispira dosi abbondanti di fascino. Con una conseguenza istintiva: la voglia di imbarcarsi sul primo treno, sulla prima nave, per immergersi in sì tal poesia.

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