L’avanguardia artistica in borgata. Da Roma al mondo, ecco “Spazio Recherche”

16 Gennaio 2023

Accade che ci si sorprende sempre, girando per Roma, anche in periferia. A metà tra i quadranti Est e Sud, a pochi passi dalla porta d’ingresso che l’Acquedotto Alessandrino apre verso la borgata di Tor Pignattara, ecco che fa mostra di sé “Spazio Recherche”. Un tempo capannone industriale, dal 2019 avveniristico luogo di ricerca, aperto all’arte in varie forme di espressione: live performing, virtual and digital art, musica. In una parola: avanguardia, con la A.

Varcata la porta trasparente, all’ interno si respira un’atmosfera calda e rilassata, quasi sacrale, dominata da tinte color bianco, quadri e bassorilievi ai muri. Un’installazione a forma di triangolo con vertice rovesciato assurge a torre di controllo e attivatore di energie creative che, si ha l’evidente impressione, qui dentro possono esprimersi con la più totale libertà ed apertura. Il progetto estende il suo potenziale alla formazione, di adulti e, soprattutto, ragazzi. Laboratori innovativi e peculiari, nei contenuti e nel metodo di insegnamento.

Spazio Recherche è frutto della collaborazione fra l’architetto Antonio Pizzola e la direttrice artistica di TestaccioLab, Vittoria Faro. Abbiamo avuto modo e occasione di conoscere Vittoria e di assistere ad una performance dal vivo, ideata ed eseguita da Caterina Genta nei giorni 13 e 14 gennaio.
In “Corpo Alchemico”, questo il titolo dello spettacolo, l’interprete muove il proprio corpo seguendo l’ambiente musicale ispirato da Luigi Parravicini. Già vista nel 2022 al Festival Logos, presso il Centro Sociale ex Snia sempre a Roma, e poi al Festival Voci dell’Anima, la performance ha trasmesso al pubblico suggestioni oniriche, tensioni tra materia e sogno, un moto disordinato simile al nuotare dei pesci in un acquario. Ma, nel contempo, il tentativo di un’evasione – dal disagio, dalle catene del quotidiano, o dalla consapevolezza – che forse sì, può riuscire, ma a costo di sacrifici e di molta fatica, anche fisica. Le evoluzioni di Genta danno sostanza ad una ricerca di libertà che è istintiva e persevera, utilizzando per lo scopo gli strumenti a disposizione. Un vecchio sofà, un albero rinsecchito, una scala: una scenografia scarna ma compensata dall’espressività potente, ora docile e a tratti invece nervosa, della Genta. L’ applauso dei presenti, convinto, è un tributo crediamo anche alla “bolla” di sospensione, emotiva e sensoriale, che Spazio Recherche ha saputo generare.
Davvero interessante.

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