Sospeso tra giorno e notte, il viaggio in avanti e indietro di Sylvie e Bruno

1 Aprile 2023

“Sylvie e Bruno” visto dal 22 al 26 marzo al Teatro India di Roma è uno spettacolo di composizione-scomposizione-ricomposizione. Di un testo, di uno sviluppo, dei ruoli ricoperti in scena dagli interpreti, gli attori della Compagnia Ravenna Teatro – Fanny & Alexander, diretti da Luigi De Angelis. In scena Chiara Lagani, Andrea Argentieri, Marco Cavalcoli, Roberto Magnani, Elisa Pol. Atomi in movimento nell’universo-palcoscenico definito dai confini del testo omonimo di Lewis Carroll, liberamente adattato da Lagani, che ha mantenuto l’organizzazione su due binari, sogno e realtà. Dimensione visionaria e percezione ordinaria. Fantasia e grigio quotidiano. Storia magica e un po’ anche disordinata.


Punto di partenza dello sviluppo è la condizione parzialmente vigile e al contempo di semi-abbandono in cui – mentre traghetta dalla veglia al sonno – il corpo umano diventa pesante come un macigno. Nel mentre, la mente al contrario si solleva e vola verso il mondo notturno, fatto di immagini e suoni sfuggenti eppur consistenti.


Nel mezzo, le luci e l’allestimento sonoro accompagnano strappi continui dall’uno all’altro mondo, con gli attori abilissimi a cambiare ripetutamente ruolo, immagine e carattere. Gli spettatori vengono catapultati in un caleidoscopio di situazioni, nel tempo dell’avanti o ripartendo dall’effetto per ricostruire la causa scatenante. Lo sforzo di concentrazione, richiesto alla platea, è importante, forse per i palati meno avvezzi ai meccanismi del teatro anche eccessivo. Ma il risultato è efficace: un lavoro ottimamente confezionato, estremamente curato nei dettagli – compresi i costumi – e con un armonia nel suo sviluppo che si staglia evidente. “Sylvie e Bruno”, ci auguriamo che torni presto a Roma.

Foto di Enrico Fedrigoli

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