“Meno di due”, la sorpresa dell’incontro virtuale che si fa reale… ma non sboccia

8 Aprile 2023

Quante se ne ascoltano, nei racconti delle generazioni, X, Y, Z. Di storie riguardo a conoscenze “on line”. Due persone si conoscono attraverso uno scambio di dati, di informazioni. Uno smartphone, un laptop, app, social networks. Scambi di messaggi, foto, emoji, un numero di telefono. Poi, finalmente, dopo poco o tanto tempo, l’ incontro in presenza. Il virtuale che si trasponde nel reale.
Incontro atteso, o forse no. Dipende dalle aspettative e dai caratteri dei due account-persone. Può accadere di tutto, perchè di fatto è una nuova partenza rispetto al percorso virtuale. E’ il confermare, o il contraddire, l’immagine e il percepito che hanno prodotto battute e sorrisi. Sparsi nell’etere, di giorno e di notte, quando capita o in ogni momento utile, compulsivamente. Dinamiche entusiasmanti o imbarazzanti, a seconda dei punti di vista.

“Meno di due”, lo spettacolo confezionato dalla compagnia Teatrodilina e portato in scena alle Carrozzerie Not di Roma, è costruito intorno all’incontro tra due adulti che si sono intercettati online. Una prova del nove, quella che anima il testo di Francesco Lagi, con gli espressivi Anna Bellato e Francesco Colella a interpretare due personaggi che ci provano, a raccontarsi, a confrontarsi. A trovare dei punti d’incontro, fondamentalmente a piacersi oltre la barriera pixelata del metaverso. Hanno caratteristiche, costumi e vissuti molto diversi, sono buffi, goffi, ingenui. Adulti di provincia, provenienti dalla profondità di micromosmi italici agli antipodi. Sono teneri, sinceri. Di fatto, però, la fiammella non si accende. Poi nel finale – colpo di scena – compare il terzo inatteso, Leonardo Maddalena, a sua volta irrisolto e tormentato. Il cerchio si chiude. In un glaciale silenzio. Uno più uno non genera un due
Che fatica, oggigiorno. Il passato che ci condiziona, i sogni che non si realizzano, spesso neanche si sa quel che cerchiamo. Edonismo, egoismo, resistenza alla rinuncia dei propri spazi. Volontà che non collimano, strambe manie. La solitudine che vince ai punti. Avanti il prossimo. Meglio, forse, che il tutto inizi da un gioco di sguardi.

C’è di tutto in questo racconto, diretto con personalità da Lagi, coadiuvato per le scene da Salvo Ingala e Martin Palma alle luci.

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