“Num me piace”, dal palco un messaggio di ribellione alle convenzioni. Il teatro che torna ad accendere le coscienze.

13 Dicembre 2023

“Nun me piace. Anacronismi in croce” è uno spettacolo che dal palco di un teatro suggerisce un ampio spettro di interpretazioni al pubblico. Condivisione, conformismo, avversione, silenzio. Di sicuro, il progetto firmato da Atto Nomade Teatro, suscita una reazione. E, con ciò, la drammaturgia scritta e diretta da Marzia Ercolani è riuscita appiena nel suo intento. Aprire alla riflessione, scuotere le coscienze dal sonno apatico e atavico degli anni 20 del Duemila. La Compagnia dei Masnadieri, solita agli atti poetici di coraggio, ha rischiato e ha fatto bene: tutto esaurito, allo Spazio 18b di Roma, per tutte le serate dal 30 novembre al 3 dicembre.

Un palco caldo e felice, con un attore, Luigi Acunzo, ad accendere le emozioni e la fantasia intorno ai clichè più o meno necessari, meno o più vetusti, che condizionano da secoli, forse da sempre, le consuete tappe esistenziali dell’essere umano.
Ma quali, consuetudini? E perchè, delle tappe convenzionali? Il giovane scugnizzo che esce da un grembo materno nella Napoli dei Decumani è intrappolato da subito in uno spazio socio-culturale rigido, esito di millenni di costruzioni e standardizzazioni. Ma 1 vale 1, e il protagonista lo urla ai quattro venti: un “nun me piace” carico di pathos ed applicato a tutta una serie di situazioni, legate al quotidiano come alle scelte di campo, che solitamente avvengono perchè semplicemente accadono. Ma in realtà, suggerisce il genio di Ercolani nel testo, ciascuno di noi ha diritto di essere padrone del proprio destino, in ogni scelta. Che deve essere quanto più libera e consapevole, e del tutto impermeabile al giudizio degli altri. A cominciare dai consanguinei, i famigliari.

La mise en scene, l’attento disegno luci e la presenza nei passaggi finali di un azzurro mappamondo, all’ombra di un magico Vesuvio, restituiscono la potenza di messaggio di cui il teatro può essere depositario e portatore.
Teatro che sì racconta, si lenisce, ma ogni tanto ancora si impegna per aggiungere un tassello di civiltà. Evviva.

1 Commento

  1. Grazie a Claudio Riccardi e a Banquo Magazine per l’attenta e meravigliosa recensione di NUN ME PIACE.
    Onorata

    Marzia Ercolani
    Atto Nomade Teatro

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