Furiosa: A Mad Max Saga, un kolossal biblico

22 Maggio 2024

Dopo il tracollo della nostra civiltà, Furiosa (Anya Taylor-Joy) viene strappata da bambina dal Luogo Verde delle Molte Madri in cui viveva. A rapirla è l’orda di biker capitanati dal signore della guerra Dementus (Chris Hemsworth), il cui esercito di motociclisti si scontrerà con la potenza rivale guidata da Immortan Joe (Lachy Hulme). La ragazza diventa merce di scambio tra i due prima che il conflitto abbia irrevocabilmente inizio.

Furiosa: A Mad Max Saga, presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2024 e nelle sale dal 23 maggio, è meno furioso di Mad Max: Fury Road. Il film del 2015, oltre a essere più elastico, era anche molto più rivoluzionario perché non si era mai visto un prodotto del genere fino a quel momento. Tra l’altro, far entrare nell’immaginario collettivo un personaggio come il chitarrista lanciafiamme dal minutaggio striminzito non è una cosa che si vede tutti i giorni.

Eppure il prequel di Mad Max: Fury Road riesce comunque a lasciare il segno. Non nella stessa maniera, non lascia a bocca aperta perché magari siamo reduci dal road movie con Tom Hardy, ma la nuova fatica del settantanovenne George Miller – bisognerebbe applaudirgli anche solo per aver realizzato un film del genere a quest’età – è una vera e propria opera mitologica dalle sfumature bibliche.

Dementus (Chris Hemsworth) in una scena di “Furiosa: A Mad Max Saga”

C’è il frutto appeso all’albero che quando viene preso porta a una conseguenza importante, c’è il rapporto tra l’essere umano e la propria terra, è diviso capitoli (che sono proprio cinque come i film di questa saga) e si parla moltissimo della vendetta con annesso il libero arbitrio. Dementus in una sequenza stupenda che lo vede nelle mani di Furiosa che sta per vendicarsi ammette che in uno scenario del genere siamo tutti morti. Dunque, per quanto Furiosa possa risparmiarlo, il suo percorso è stato già segnato -almeno 50% – perché tutti cercano di sopravvivere ad ogni costo.

Miller poi sagacemente ci immerge già nei titoli di testa dentro la saga (cominciata nel 1979 con Interceptor) in modo tale che lo spettatore capisca subito che cosa sta per vedere, anche se vedere prima Mad Max: Fury Road sarebbe meglio per capire di più il rapporto che ha Furiosa con le proprie radici e con Immortan Joe.

Furiosa: A Mad Max Saga si colloca perfettamente nell’epopea del regista australiano e in fondo un capitolo su un personaggio come Furiosa forse serviva più di quanto potessimo pensare… e che scelta azzeccata Anya Taylor-Joy (molto simile alla controparte matura Charlize Theron). Però dobbiamo essere sinceri: l’anima vera del film è un Chris Hemsworth in stato di grazia, il film è suo!

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Jacky Debach

Isac Jacky Debach nasce a Roma il 30 gennaio 1994. Ha conseguito la laurea triennale in Comunicazione pubblica e d'impresa presso La Sapienza, la laurea magistrale in Cinema, televisione e produzione multimediale presso l'Università degli Studi Roma Tre (DAMS) e il diploma di Master in Critica giornalistica presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico". Ha lavorato come redattore per Cosanepensate.it, come account commerciale per la ME Production SRL e ha collaborato con Madmass.it, Metropolitan Magazine.it e Recensito. Attualmente gestisce la pagina social Cinefusi.it e lavora come social media manager. Amante del cinema, della musica, della serialità televisiva e del calcio.

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