Patroni Griffi “naturale e strafottente” torna in scena all’Off Off Theatre

9 Gennaio 2025

di Emiliano Metalli

Mente vulcanica dello spettacolo italiano – non a caso figlio artistico della Napoli del dopoguerra – Giuseppe Patroni Griffi ha segnato la storia del teatro con le sue regie e, ancor di più, con i suoi testi.

Personaggi e situazioni che colgono l’essenza del cambiamento sociale in atto fra gli anni ’60 e ’80 del Novecento, mostrandone i meccanismi più crudeli, mettendo a nudo le complesse incongruità umane.

Un teatro che non disdegna la riflessione filosofica, figlia della terra del suo autore, ma che allo stesso tempo assume su di sé la forza dirompente della realtà, sia essa cruda o crudele, e della sua intrinseca comicità amara.

Non è da meno Persone naturali e strafottenti, che è tornato da qualche anno sulle scene, soprattutto grazie alla volontà creativa di Giancarlo Nicoletti, dopo le due fortunate edizioni dirette dallo stesso autore nel 1974 e nel 2002 e quella, pure pregevole, di Luciano Melchionna.

La versione firmata da Nicoletti sarà in scena fino al 12 gennaio al teatro Off Off di via Giulia.

Superfluo sarebbe proporre confronti – e in questo caso davvero non avrebbe senso – fra la storia e l’attualità.

Viviamo in un multiverso in cui la riproducibilità tecnica e, in generale, la manipolazione del ricordo e del mito teatrale rischiano di rendere nullo ogni nuovo lavoro creativo su quei testi considerati “intoccabili”, poiché legati indissolubilmente a un interprete o a un regista.

Tanti gli esempi, dai più antichi (la Ljuba di Valentina Cortese, la Filumena di Regina Bianchi) ai più moderni (il contestatissimo eppure apprezzatissimo – miracoli contemporanei – Natale in casa Cupiello di Latella), che ci spingono a rinunciare a qualsivoglia parallelismo.

Pregio di partenza di questa edizione, che vanta molte repliche al suo attivo, sta nell’aver mantenuto fedelmente il testo – eccezion fatta per qualche taglio qui e lì – e nell’aver seguito con accuratezza le indicazioni dell’autore.

Le parole di Patroni Griffi, tuttavia, incarnano qui altri corpi, suonano in altri spazi, puntano ad altre riflessioni. Nessuno vince sull’altro, fra i quattro protagonisti, poiché essi esprimono emozioni e sentimenti contrastanti, forze opposte in un campo comune, ma tengono in equilibrio una crisi condivisa, mai risolta.

Stretti nello spazio angusto di una camera a ore in cui troneggiano un Cristo in croce e una Madonna (di Simone Martini?) sproporzionati rispetto alle pareti, schiacciati dai lumini giapponesi che inondano di luce dorata e tenue oggetti e volti, ognuno insegue il proprio ideale, entro il binario segnato dall’esperienza individuale.

Parlano, ma l’impressione è che non ascoltino. Ognuno parla per sé e con sé.

Violante, vecchia serva di bordello, pur nell’ignoranza della sua condizione, conserva la gaiezza e la scanzonata ironia napoletana che è resa con credibilità, sensibilità e spontanea ironia da Marisa Laurito.

Giancarlo Nicoletti mette tutto se stesso in gioco per delineare una Mariacallàs attuale, pur negli atteggiamenti da diva sconquassata e combattente, che accetta consapevolmente la sua identità, mezzo di lotta e di affermazione. A tratti sopra le righe, ma senza uscire da quel binario di vita che l’ha portata lì e che la condurrà, in futuro, chissà dove, forse in un programma tv, invece che in un battuage in penombra.

L’identità combattiva di Mariacallàs va a discapito di Fred, un Guglielmo Poggi straordinariamente sensuale e talentuoso, il cui continuo alternarsi fra affermazione e sconfitta mira a tratteggiare l’immaturità di una classe – sociale o intellettuale – ormai in rimessa, negli anni ’70 come anche oggi: la borghesia. Non è radical, né chic, piuttosto perfettamente piccoloborghese e questo genera un senso di tenerezza in tutti, Violante per prima.

Al posto di Livio Beshir, indisposto, Byron è interpretato da un credibilissimo, e a tratti anche troppo bello rispetto alle indicazioni di Patroni Griffi, Gianluigi Rodrigues. Se l’equilibrio degli altri, nel passaggio da uno stato d’animo all’altro, è stato raffinato dal lavoro di gruppo delle precedenti repliche, egli sfrutta in suo favore l’acerbità dell’interpretazione per riassegnarla infine al personaggio, facendone così una figura non semplicemente riottosa, ma controversa e combattuta.

Siamo di fronte a una commedia, amara forse, ma pur sempre commedia e la regia di Nicoletti ne sviluppa consapevolmente gli esiti, senza forzare su dettagli politici o critiche sociali che l’autore ha nascosto fra le pieghe dei dialoghi.

Dettagli forse inattuali o inadeguati alla nostra epoca, eppure ancora graffianti e dolorosi.

Associazione Altra Scena

Off Off Theatre

PERSONE NATURALI E STRAFOTTENTI

di Giuseppe Patroni Griffi

con

Marisa Laurito

Giancarlo Nicoletti, Guglielmo Poggi, Livio Beshir (sostituito da Gianluigi Rodrigues)

regia Giancarlo Nicoletti

aiuto regia Giuditta Vasile

costumi Giulia Pagliarulo

disegno luci Daniele Manenti

make up artist Vincenzo Verdesca

direttore di scena Claudia Tagliaferro

organizzazione Cinzia Storari

foto Luana Belli

ufficio stampa Rocchina Ceglia

distribuzione Stefano Pironti – Chiediscena

7 ● 12 gennaio 2025

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