Stat rosa pristina nomine: Verso sera, ancora (Angelo)

12 Novembre 2023

di Emiliano Metalli

Nasce in esclusiva per la rassegna Artemia+ “Verso sera, ancora (Angelo)” di Marco Buzzi Maresca: uno zibaldone sentimentale, misto di emozioni poetiche e narrazioni in prosa. Da questo orizzonte biografico, di un biografismo comunitario e, allo stesso tempo, ristretto a pochi eletti, prende le mosse l’allestimento diretto e interpretato da Gianni De Feo che innesta nel testo un tessuto fitto e delicato di contrappunti musicali, merito del bel lavoro di Alessandro Panatteri.

La drammaturgia procede per scene – verrebbe da dire: per capitoli – in cui è svelato, passo dopo passo, sempre qualche dettaglio in più del protagonista. Un dettaglio è un mondo spesso senza confini, scriveva Aldo Busi: così l’impressione che si ha di questa attitudine drammatica di Buzzi Maresca sembra proprio quella di voler lasciare uno spazio ampio e, a volte, incredibilmente sconfinato sulle avventure e i sentimenti di quest’uomo solo. Ogni frammento rimanda a una suggestione, come una goccia che, via via, si perde nel mare, ma senza delineare con chiarezza la biografia, né le cause di scelte, viaggi, amori, travestimenti e vestizioni: tutto resta sospeso, nebbioso e affascinante, come in una scena di Querelle di Fassbinder.

Gianni De Feo, da parte sua, declina la successione di stati d’animo e l’alternarsi di linguaggi letterari mettendo in campo tutto se stesso. Il corpo, in primo luogo, impiegato fin nel minimo gesto del dito indice, come a suggerire una direzione sentimentale più che reale, ma anche la voce che si piega ora alle tirate sfiancanti di una poesia ermetica e altamente simbolica, ora alle tenerezze di una riflessione amorosa. Una voce che grida e sussurra, ma non dimentica di cantare, fraseggiando con il gusto e la classe che accompagnano De Feo in ogni repertorio, tanto più in quello francese.

L’illusione che si cominci dalla fine, come se il racconto fosse un lungo flashback, sembra suggerirla la scenografia, ideata insieme ai semplici ed efficacissimi costumi da Roberto Rinaldi. La scena si apre con una sorta di stanza da obitorio – il corpo seminudo steso su un tavolo – conclusa da una tenda bianca, quasi un grande sudario che cela qualcosa di inarrivabile e, al tempo stesso, incomprensibile. Gli altri oggetti scarni, anch’essi bianchi, in contrasto con il nero seguitano a dare questa impressione di vestizione post mortem: il catino del lavaggio che pure si riallaccia al mitico Narciso, il sudario stesso che svela poi un ritratto dell’amato lontano (o forse dello stesso protagonista), la sedia su cui è gettato l’abito scuro e la cassetta dei trucchi che sembrano suggerire il tardo Eduardo de “Gli esami non finiscono mai”. Appaiono, in questo modo, tante suggestioni sulla traccia “aperta” che De Feo incarna, con naturalezza, muovendosi in uno spazio angusto, proiezione dello spazio stesso dell’anima.

Qualche accenno agli anni di piombo o all’Aids danno l’opportunità di inquadrare la storia in un contesto realistico, trascinandola fuori da una sorta di realismo magico, tuttavia restano a portarla a conclusione – sempre che essa si possa concludere, e non ripetere ancora e ancora – sempre e solo le emozioni declamate, incarnate, danzate, sussurrate in innumerevoli specchi.

Non è possibile dar loro un solo nome, la storia è quella di molti, eternamente presenti o disperatamente assenti. La storia appartiene a tutti, dai padri ai figli, dagli amati agli amanti, dai giovani ai vecchi: siamo tutti protagonisti. Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.

XI Stagione Teatrale 2023-2024

CENTRO CULTURALE ARTEMIA

Rassegna “ARTEMIA+” patrocinata dal CIRCOLO DI CULTURA OMOSESSUALE MARIO MIELI

Verso sera, ancora (Angelo)

Prima nazionale

diretto ed interpretato da Gianni De Feo

scritto da Marco Buzzi Maresca

aiuto regia: Sabrina Pistilli

assistente regia: Alessandra Ferro

scene e costumi: Roberto Rinaldi

drammaturgia musicale a cura di Gianni De Feo

musiche originali e arrangiamenti: Alessandro Panatteri

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