BarattoCult 2024: uno sguardo esterno sul festival

23 Febbraio 2024

Dal 7 al 11 febbraio si è svolta la seconda parte del BarattoCult Festival ad Apecchio, in provincia di Pesaro-Urbino, organizzato da Gigliola Tagliaferri, che ha visto coinvolti una ventina di ragazzi provenienti dalle scuole della provincia, insieme a diversi professionisti del settore e al Maestro Carlo Boso che è stato scelto come direttore artistico per questa edizione. Il festival è iniziato a novembre 2023 con la prima data della residenza artistica degli artisti professionisti e il baratto culturale (ovvero lo scambio di testimonianze della cultura del posto e aneddoti sulle persone e sul territorio della Carda) con la comunità locale, che è poi proseguita a febbraio 2024 con l’arrivo dei giovani artisti.

Noi di Banquo Magazine abbiamo avuto l’occasione di assistere per qualche giorno a questa iniziativa osservando in prima persona lo scambio culturale e generazionale che ha preso vita nel Palazzo Ubaldini e nel territorio circostante.

In un tempo che non è stato magnanimo, tra freddo e pioggia (anche se per i cittadini di Apecchio quello non si poteva davvero considerare freddo, anzi faceva quasi caldo), i ragazzi hanno provato dalle 9 del mattino fino alle 19 con una sola pausa pranzo in mezzo. Sono stati divisi in gruppi e a turni hanno lavorato con i vari educatori artistici, con il regista Carlo Boso e con il drammaturgo Aureliano Delisi. Più nello specifico, Romina Tassinari si è occupata delle arti visive realizzando insieme ai ragazzi delle maschere da usare nello spettacolo finale di domenica, Valeria Fiorini ha coreografato lo spettacolo e guidato i ragazzi nei movimenti, Thomas Bertuccioli è stato scelto come musicista e ha anche insegnato agli studenti alcune danze e canti folkloristici, Aureliano Delisi ha scritto il soggetto della rappresentazione teatrale e infine Carlo Boso ha diretto i ragazzi e l’intero spettacolo.

Ph. Studio Fotografico Minciotti

Giorni pieni di arte, teatro e musica che hanno dimostrato quanto iniziative del genere siano essenziali per portare in vita il teatro anche nei borghi italiani più piccoli, ma soprattutto è stata un’esperienza che ha sottolineato quanto sia importante lo scambio intergenerazionale per continuare a mantenere in vita tutte quelle tradizioni e culture locali che si stanno perdendo con il passare del tempo.

Ogni giorno in cui abbiamo assistito alle prove dei ragazzi e dei loro educatori, abbiamo notato quanta passione e impegno ci hanno messo; soprattutto i più giovani non si sono risparmiati e hanno dato il massimo per riuscire a rendere giustizia alla storia che stavano portando in vita. In questa cornice storica hanno creato un ambiente unico fatto di suoni, colori e movimento dove le arti si sono intersecate tra di loro così come i rapporti tra persone di diverse generazioni.

Nel corso della mattinata di domenica 11 febbraio, prima della conclusione ufficiale con lo spettacolo, si è anche svolto un convegno – apertosi con i saluti istituzionali dell’amministrazione comunale di Apecchio -che ha visto l’intervento di Gigliola Tagliaferri, Carlo Boso, Aureliano Delisi, Nicola Nicchi (fondatore dell’Associazione Asilo Teatrale degli Appennini nonché editore della nostra rivista), Francesco Martinelli (co-fondatore dell’Happennino Festival), Patrizia Paoloni (responsabile del servizio istruzione della provincia di Pesaro e Urbino), Michele Pagliaroni (attore, drammaturgo, regista teatrale e dal 2016 direttore del centro teatrale dell’università di Urbino) e infine Sandro Pascucci (per anni ha lavorato nei teatri comunali dell’Emilia-Romagna e delle Marche inaugurando la pratica delle residenze artistiche e dal 2013 è direttore del teatro comunale di Cagli).

Il piccolo teatro di Apecchio è stato il luogo prescelto per questa conferenza, che ha dato ai sopracitati l’opportunità di esprimere il proprio pensiero sul rapporto tra teatro e luogo e sull’importanza di far rivivere il teatro nei piccoli borghi del nostro paese, perché il teatro non è altro che il cuore pulsante della società e ha bisogno di eventi e persone che lo mantengano vivo, facendolo tornare alla sua funzione iniziale di rito sociale.

BarattoCult è stato un festival che ha portato la luce su tradizioni sepolte da secoli ma soprattutto su quanto l’esistenza di un costante scambio tra arti e persone sia fondamentale poiché solo così ci può essere una continua crescita culturale in grado di far progredire la nostra mente e il nostro paese.

Ph. Studio Fotografico Minciotti

Ph. Studio Fotografico Minciotti

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